Siria. Strage all'università di Aleppo. I ribelli i responsabili | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Siria. Strage all’università di Aleppo. I ribelli i responsabili

Ieri un terribile doppio attentato nell’università di Aleppo ha provocato ben 82 morti e 160 feriti. Si tratta di un gravissimo attentato effettuato dai ribelli contro gli studenti, colpevoli di continuare a seguire le lezioni nonostante tutto. Nonostante questo nessun governo occidentale prende posizione contro i cosiddetti “ribelli”.

Siria fights

Il bilancio del doppio attentato realizzato nella giornata di ieri dai ribelli contro l’università di Aleppo, in Siria, è gravissima. Si parla di ben 82 morti e 160 feriti, quasi tutti ragazzi, ma i morti potrebbero raggiungere anche quota 90 secondo il presidente dell’ Osservatorio siriano per i diritti umani Rami Abdel Rahman. L’università di Aleppo è situata in un quartiere controllato dai lealisti, e sono moltissimi i giovani che hanno deciso di continuare a seguire le lezioni nonostante la terribile guerra civile che insanguina il Paese da oltre un anno e mezzo. L’esplosione ha danneggiato la facoltà delle Belle Arti e quella di architettura in un momento in cui, secondo l’agenzia Sana, l’Ateneo era affollato per via degli esami. Secondo le prime ricostruzioni i ribelli avrebbero lanciato due razzi contro l’edificio. A dir poco grottesco il tentativo dei ribelli di incolpare Damasco anche di questa strage, ma gli attivisti ci hanno comunque provato sostenendo che sarebbe stato il regime a bombardare l’Ateneo con un aereo. La versione è stata però completamente smentita, ancor più che i ribelli hanno voluto colpire l’Università in quanto tale, come simbolo della Siria che sta cercando di andare avanti nonostante tutto. Nonostante questa verità atroce i media occidentali continuano a schierarsi in modo quantomeno ottuso a favore dei ribelli, ignorando che ormai la situazione sul campo in Siria è del tutto diversa da quella che raccontano quotidianamente in tv. Mentre i siriani muoiono tutti i giorni recandosi a lavoro o andando all’università, giornalisti superficiali e politici senza scrupoli raccontano in tv la loro verità, intorbidando le acque della verità. L’aria che si respira a Damasco è molto pesante, ancor più che dal momento che i ribelli non riescono a ottenere una vittoria militare contro l’esercito di Assad, esiste il fondato timore che qualcuno cerchi di eliminarlo fisicamente con un attentato. Se questo dovesse accadere, Assad ha già ordinato al suo esercito di “scatenare l’inferno” contro gli obiettivi americani e israeliani della zona. Se qualcuno avesse dubbi sugli eventuali mandanti…

d.c.

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