Siria. Syrian Electronic Army e la lotta contro la disinformazione e l'IsisTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Syrian Electronic Army e la lotta contro la disinformazione e l’Isis

Si chiama SEA (Syrian Electronic Army), si tratta di un gruppo di hacker siriani fedeli a Damasco che colpiscono i media occidentali oscurandone l’homepage con l’accusa di fare una totale disinformazione su quanto succede in Siria e di non fare assolutamente abbastanza contro lo Stato Islamico. 

Con l’attacco informatico realizzato il 27 novembre, ovvero il giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, il mondo non ha più potuto ignorare l’operato del Syrian Electronic Army, meglio noto come SEA, che ha pensato bene di hackerare e oscurare decine e decine di siti di diversi media mondiali, anche italiani, tra cui possiamo citare solo per fare qualche esempio Repubblica, il Secolo XIX, ma anche il Guardian, l’Indipendent e persino Al Jazeera e Forbes. Si tratta di media che in un modo o nell’altro hanno accettato la visione del Medio Oriente imposta dall’Occidente, accettando la divisione in “buoni” e “cattivi” voluta da Washington e identificando in Bashar al-Assad e nel governo di Damasco una sorta di “male assoluto”. Del resto i media occidentali proprio per quanto riguarda la Siria hanno eccome degli scheletri nell’armadio. Da quando è cominciata la guerra civile siriana nel 2011 i media occidentali hanno deciso a priori da che parte stare, ovvero accanto dei presunti ribelli, e hanno scientemente preso per anni per buone tutte le notizie del campo ribelle. Ogni notizia rilanciata dal network ribelle, spesso proveniente dagli esuli di Londra, e quindi non credibili, sono state buttate in prima pagina senza prima venire verificate, sino ad arrivare alla menzogna delle armi chimiche di Ghouta nel settembre del 2013, quando si arrivò a un passo dai bombardamenti da parte degli Stati Uniti contro la Siria, salvo poi scoprire che probabilmente non era stata Damasco a utilizzare le armi chimiche, ma nessun giornale ha mai smentito, dando invece ampio spazio alle notizie in senso contrario. Da qui l’agire del SEA, che dichiara di voler operare per bilanciare la disinformazione della Siria da parte dei media occidentali. Si tratta di hacker che sanno fare eccome il loro lavoro come ad esempio nel caso del 27 novembre quando hanno hackerato direttamente la società israeliana Gigya  cui tutte le testate succitate si appoggiavano. Si tratta di un gruppo, quello del SEA, che è stato tra i primi a utilizzare le tecniche di attacco DDoS rese celebri da un altro gruppo ormai famoso, quello di Anonymous. Sono un gruppo di hacker che nella guerra civile in Siria hanno deciso di prendere le parti di Assad schierandosi contro i media occidentali. Chiaramente in molti accusano il SEA di essere legato a doppio filo con il governo di Damasco, ma finora nessuno ha fornito prove in questo senso credibili. Tuttavia il dominio del sito del gruppo è stato registrato presso la Syrian Computer Society (Scs), il principale fornitore di servizi web del Paese. Il loro attacco più celebre quello del 2013, il 23 aprile, quando con un falso tweet lanciato dall’account della Associated Press scrisse: “Ultim’ora: due esplosioni alla Casa Bianca con Barack Obama ferito“. Quel singolo tweet fece crollare le borse, con Wall Street e Dow Jones che andarono a picco per diversi minuti prima che venisse fuori che era una bufala. Ma Il SEA è in prima fila contro lo Stato Islamico dal momento che Damasco si trova in guerra con il califfo Al Baghdadi. Non solo, un portavoce del SEA ha riferito alla testata americana Mashable che il gruppo sarebbe a lavoro per trovare informazioni sugli affiliati allo Stato Islamico hackerando i loro account Gmail e Twitter.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top