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mercoledì , 28 giugno 2017
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Siria. Un confitto che rischia di diventare globale

Dopo che Ankara ha fatto atterrare un velivolo della Syrian Airlines con a bordo 17 cittadini russi il rischio che il conflitto siriano diventi globale diventa sempre più alto.Il rischio è quella di una escalation incontrollabile che potrebbe ben presto allargarsi a macchia d’olio…

Quanti continuano a ritenere la crisi siriana unicamente un problema locale si sbagliano di grosso. Se n’è ancora una volta avuta conferma dopo il dirottamento da parte delle forze armate turche di un velivolo siriano ad uso civile all’interno del quale si trovavano 17 cittadini russi. Ufficialmente Ankara si è difesa sostenendo che all’interno dell’aereo ci sarebbero state munizioni russe, ma Mosca ha subito convocato l’ambasciatore turco per ulteriori spiegazioni. Damasco ha subito chiamato quanto accaduto un vero e proprio atto di pirateria, mentre Ankara sostiene di aver semplicemente esercitato i propri diritti. Mosca invece accusa la Turchia di aver messo in pericolo la vita di cittadini russi, un vero e proprio vespaio che rischia di trascinare tutto nel caos.

La Turchia ha alzato l’asticella e sta aumentando la sua belligeranza, come peraltro si può osservare osservando le rappresaglie pesantissime con cui ha risposto al presunto incidente della scorsa settimana, con il colpo di mortaio sparato dalla Siria che ha ucciso cinque civili. Mosca comunque ha negato che dentro il velivolo vi fossero munizioni per Damasco e secondo diversi analisti appare perlomeno bizzarro che la Russia pensi di utilizzare un aereo civile per mandare un carico militare in Siria. La cosa grave però è che Ankara secondo molti non avrebbe deciso unilateralmente di fermare l’aereo, bensì avrebbe ottenuto l’ok dagli Stati Uniti che, a poche settimane dalle elezioni, si sarebbero fatti più aggressivi.

Appare inoltre ancora più sospetto che l’incidente dell’aereo sia avvenuto a poche ore di distanza dalla partenza di 150 soldati speciali americani verso il confine Siro-Giordano. Leon Panetta, segretario della Difesa Usa, ha detto che il personale americano avrebbe solo l’incarico di aiutare la Giordania con i rifugiati in arrivo dalla Siria, anche se sembra chiaro che avranno ben altri obiettivi. Per il momento il personale americano è stato dispiegato in una base a nord della capitale giordana Amman, a circa 55km dal confine siriano. La sensazione di molti analisti è che ben presto il conflitto siriano possa allargarsi anche ai paesi vicini, diventando un conflitto regionale.

L’inviato russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha sostenuto che le risoluzioni dell’Occidente fossero tese a creare un qualsiasi pretesto per iniziare il cambio di regime in Siria e attizzare il fuoco della rivolta estremista di terroristi islamici. La sensazione è che al momento per gli Stati Uniti sia impossibile  far accettare ai cittadini americani una guerra contro la Siria, per questo si cerca di demonizzare il più possibile chiunque si opponga ai piani di far fuori il governo di Assad.

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