Siria. Unesco lancia l'allarme saccheggio dei siti archeologiciTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Siria. Unesco lancia l’allarme saccheggio dei siti archeologici

Secondo la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, in Siria lo Stato islamico starebbe attuando saccheggi archeologici su “scala industriale”. Immagini satellitari avrebbero mostrato scavi clandestini e migliaia di siti che vengono depredati dalle milizie jihadiste. Il tutto avviene nella totale passività della comunità internazionale. 

La Siria è uno dei paesi con più beni archeologici del Mediterraneo, e quindi del mondo. Vestigia di antiche civiltà ornano tutto il territorio siriano ma con la guerra scatenatasi a partire dal 2011 la stessa sopravvivenza di questi siti è messa a repentaglio. La comunità internazionale pur teoricamente mostrandosi sensibile al tema nei fatti ha sostanzialmente permesso che le milizie jihadiste occupassero molti di questi siti archeologici, procedendo a un sistematico e drammatico saccheggio. Secondo la  direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, lo Stato Islamico starebbe attuando in Siria saccheggi archeologici su scala industriale, un allarme gravissimo che dovrebbe essere finalmente recepito dalle cancellerie occidentali che dovrebbero fare qualcosa anche attraverso il traffico di oggetti d’arte mediante la quale l’Isis e altre milizie jihadiste riescono a finanziarsi. Nel corso di una conferenza tenutasi a Sofia, in Bulgaria, la Bakova ha anche detto che ci sarebbero immagini satellitare in grado da documentare l’esistenza di migliaia di scavi archeologici illegali.

Anche per questo l’Unesco, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha deciso di mettere la lotta al traffico di oggetti di antichità al primo posto. ”Il mondo si aspetta da noi che intraprendiamo azioni decisive e senza compromessi … per fermare questa fonte di finanziamento per gli estremisti“, ha detto la Bokova. Secondo stime provvisorie fornite dall’Associazione per la protezione dell’Archeologia siriana (APSA), fino a oggi i jihadisti avrebbero saccheggiato, distrutto o danneggiato quasi mille tra monumenti e siti archeologici. Questo non parlare dell’enorme rischio che corre Palmira, città occupata dallo Stato Islamico qualche mese fa nella totale inazione della comunità internazionale. La proposta dell’Unesco è quella che tutti i governi del mondo ratifichino e applichino la convenzione dell’Unesco del 1970, convenzione peraltro già firmata da Damasco assieme ad altri 129 paesi. Del resto l’Occidente potrebbe fare molto per fermare questo traffico, anche perchè l’Isis tramite la vendita di beni archeologici e di petrolio continua a trovare i fondi per pagare i propri guerriglieri.

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