Siria. Usa al bivio, si giocano l'egemonia in Medio Oriente | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Siria. Usa al bivio, si giocano l’egemonia in Medio Oriente

Gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile per concludere l’operazione “Siria” e destituire Bashar al-Assad. Se dovessero fallire però, tutta l’egemonia americana in Medio Oriente verrebbe messa in discussione. 

Gli Stati Uniti si starebbero giocando una partita ben più ampia della stessa Siria foraggiando da oltre un anno e mezzo la rivolta contro Bashar al-Assad. A pensarla così è Eric Draitser, analista geopolitico del sito stopimperialism.com sentito dai microfoni di Russia Today. Secondo Draitser in poche parole la Casa Bianca starebbe facendo letteralmente di tutto per realizzare il proprio progetto in Siria, ma tale progetto sarebbe destinato comunque al fallimento. Come se non bastasse nelle scorse ore il segretario di Stato Hillary Clinton ha dichiarato che gli Stati Uniti non vedono più il Consiglio Nazionale Siriano come il riferimento dell’opposizione, proprio a causa della mancanza di supporto tra la gente in Siria. Attualmente secondo Draitser l’opposizione siriana consiste in un gruppo di diverse milizie ribelli, diverse delle quali sarebbero state infiltrate da islamisti radicali collegati ad Al-Qaeda. Secondo Draitser gli Stati Uniti nel corso degli ultimi mesi di guerra si sarebbero resi conto che il CNS non avrebbe alcun radicamento tra la popolazione civile, per questo motivo ora starebbero cercando di correggere il tiro in corsa, trovando magari nuovi referenti. Secondo l’analista nel caso i piani degli Usa dovessero fallire, l’intera egemonia americana sul Medio Oriente verrebbe inevitabilmente messa in discussione. Per questo motivo la Casa Bianca ha deciso di supportare con armi, logistica e appoggio internazionale, chiunque si opponga ad Assad, anche se ciò vuol dire finanziare estremisti islamici. Il tentativo di distruggere la Siria come Stato però, si sarebbe ora arenato grazie alla reazione dell’esercito, e ora la situazione rischia di congelarsi in una guerra senza fine.

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