Siria. Usa, Arabia Saudita e Turchia soffiano sulla guerra civileTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Siria. Usa, Arabia Saudita e Turchia soffiano sulla guerra civile

Siria. Usa, Arabia Saudita e Turchia soffiano sulla guerra civile

I governi di Arabia Saudita e Turchia hanno stretto un patto di ferro per aiutare i ribelli siriani a combattere contro Damasco. La notizia è stata riportata anche dall’Ansa, mentre gli Stati Uniti, come riportato da ArabPress, hanno già inviato oltre 400 addestratori militari in Turchia per addestrare almeno 3000 militanti da inviare in Siria. Ufficialmente si tratterebbe di uomini da impiegare contro lo Stato Islamico, ma nei fatti si tratta dell’ennesimo tentativo di destabilizzare Bashar al-Assad. 

Quella che si sta combattendo in Siria appare sempre più simile a una sorta di guerra regionale globale nella quale partecipano ormai direttamente o non diverse potenze mondiali. E’ ormai risaputo infatti che i cosiddetti ribelli siriani vengono apertamente finanziati e supportati da altri paesi come Arabia Saudita, Qatar, ma anche Turchia e Israele, dove i miliziani di Al-Nusra, costola siriana di Al Qaeda, trovano ricovero quando vengono feriti. Ormai è talmente palese l’ingerenza straniera negli affari interni della Siria che i paesi coinvolti non cercano nemmeno più di nasconderlo. E’ il caso dei governi di Turchia e Arabia Saudita che hanno annunciato, fonte Ansa, di aver siglato un patto di ferro per aiutare i ribelli siriani a combattere contro Assad. Si aggiunga poi a tutto ciò anche il fatto che gli Usa abbiano già inviato 400 addestratori tra Giordania e Turchia per addestrare migliaia di miliziani da gettare nel Syrian Game,  e ben si comprenderà quanto ormai sia palese l’invasione della sovranità della Siria. L’esercito americano infatti ha confermato la sua intenzione di continuare a formare migliaia di militanti da utilizzare contro lo Stato Islamico, peccato che sul terreno tali miliziani finiscano sistematicamente per combattere contro Assad, e quindi a favore proprio di quei jihadisti che a parole l’Occidente vorrebbe combattere. Persino i funzionari americani avrebbero candidamente ammesso secondo ArabPress che molti dei militanti stranieri potrebbero poi decidere di combattere contro Damasco piuttosto che contro il Califfato, ma nonostante questo i dollari americani continuano ad arrivare ininterrotti sino in Siria. Come se non bastasse la stampa americana e occidentale sta cominciando a tentare di screditare ulteriormente il governo di Damasco mettendo in rete notizie di un probabile collasso dell’apparato di governo entro l’estate, voci destituite da ogni fondamento dato che Hezbollah, le milizie libanesi sciite filosiriane, hanno recentemente annunciato l’inizio di una grande offensiva nella zona di Qalamoun. La Turchia poi ormai non cerca nemmeno più di dissimulare il suo coinvolgimento, e molte fonti indicano che Ankara avrebbe favorito e assistito la presa di Idlib da parte di Al Nusra avvenuta qualche settimana fa. Non solo, secondo Il Fatto Quotidiano Ankara starebbe anche vendendo da tempo fertilizzanti ai miliziani dell’Isis e ai ribelli siriani che servirebbe poi a confezionare esplosivi e bombe di vario genere.

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