Siria. Usa delusi con l'Onu: "In Siria fallimento cocente" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Siria. Usa delusi con l’Onu: “In Siria fallimento cocente”

Continuano le pressioni dell’Occidente su Damasco dopo l’abbattimento del jet turco che aveva invaso lo spazio aereo siriano. 

L’ambasciatore americano presso l’Onu, Susan Rice, ha definito “un fallimento cocente” l’azione fin qui svolta dalle Nazioni Unite in Siria. Un chiaro segnale quello lanciato dalla Rice che vuole stare a indicare la possibilità crescente che gli Stati Uniti possano spingere autonomamente per una soluzione militare in Siria. La Rice ha chiesto altre sanzioni per fare pressioni su Damasco, e ha lanciato poi un nuovo feroce attacco all’Onu: “Da oltre un anno il Consiglio di sicurezza si è mostrato incapace di proteggere la popolazione siriana dalle azioni brutali compiute dal suo governo. E’ una vergogna vedere il Consiglio rimanere passivo di fronte a una situazione simile”. Delle atrocità commesse dai ribelli, come prevedibile, nessuna traccia, come se fossimo di fronte a una visione manichea con tutti i ribelli “buoni” e tutto il governo “cattivo”. Semplificare il quadro del resto  è una delle specialità dell’Occidente, specialista nel trovare facili nemici e facili alleati in qualsiasi circostanza, a seconda di quelli che sono i propri piani e le proprie aspettative. Basta ricordare che in Libia dopo i primi giorni di scontri l’attacco a Gheddafi venne avallato solo dopo che vennero messe in circolo voci infondate come quella delle fosse comuni dove sarebbero state seppellite 10.000 persone dopo pochi giorni, tutte voci che si sarebbero poi dimostrate false nei mesi successivi. L’Occidente sta cercando di varare nuove sanzioni nei confronti di Damasco, e il quadro si è aggravato dopo l’abbattimento del jet turco in acque territoriali siriane, con Ankara che starebbe facendo pressioni per una soluzione militare al “Siryan game”. Russia, Cina e Iran però non hanno mollato la presa, e almeno per il momento non sembrano avere intenzione di abbandonare l’alleato Assad.

 

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