Siria. Usa e Russia trovano l'accordo per una treguaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Siria. Usa e Russia trovano l’accordo per una tregua

Con una mossa a sorpresa nella notte il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov hanno trovato un accordo per una tregua entro una settimana tra le parti in Siria. Una mossa a sorpresa e gravida di conseguenze che prelude forse a un cambio di atteggiamento da parte di Washington in quanto appare chiaro che nè l’Isis, nè altre formazioni jihadiste, rispetteranno mai i termini della tregua. 

Proprio mentre i curdi da nord e l’esercito siriano da sud stanno liberando le ultime sacche di resistenza ad Aleppo, da Monaco è arrivata una notizia importantissima per il futuro della Siria e del Medio Oriente. Stiamo parlando dell’accordo raggiunto tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, l’inviato Onu per la Siria Staffan De Mistura e il segretario di Stato americano John Kerry, un accordo storico che potrebbe davvero rappresentare una svolta positiva per la Siria, non fosse che le due superpotenze sin qui coinvolte, Usa e Russia, sembrano aver trovato finalmente una quadra. Il tutto avviene poco dopo la dichiarazione dei sauditi di essere pronti a invadere la Siria per combattere il terrorismo, e potrebbe essere un estremo tentativo di evitare che il conflitto siriano si possa espandere a livello globale.

Un accordo che prevede l’invio immediato di aiuti umanitari nelle zone più martoriate gestito dall’Onu, e soprattutto la fine delle ostilità entro una settimana tra tutte le parti in lotta tranne i “terroristi”. Ed è questo il punto centrale di tutta la vicenda dal momento che gli Usa, la Turchia, l’Arabia Saudita e altri paesi parlano da anni di una presunta opposizione moderata che però sul campo appare ormai del tutto subalterna all’azione dei jihadisti più estremisti di Daesh e Al-Nusra. Insomma una situazione fluida che ora però potrebbe aver raggiunto un punto di reale svolta. Bisognerebbe infatti chiedersi perchè i russi, che con il loro intervento hanno cambiato l’andamento della guerra, abbiano accettato tale proposta. E la risposta è che una volta siglato questo accordo appare sin troppo chiaro che alcuni gruppi armati continueranno a combattere; sicuramente infatti i jihadisti dell’Isis o di Al-Nusra non terranno conto dell’accordo di Monaco, e questo mostrerà in modo chiaro quelle che sono le forze disposte a deporre le armi e quelle che invece intendono continuare a oltranza.

Si può quindi ragionevolmente anche pensare che l’accordo Kerry-Lavrov serva per certi versi a isolare gli attori più aggressivi della crisi siriana, ovvero Turchia e Arabia Saudita, due paesi che per motivi diversi continuano a gettare benzina sul fuoco con dichiarazioni incendiarie. Non casualmente la notizia di questo accordo arriva solo pochi giorni dopo la crisi diplomatica tra Usa e Turchia, con Erdogan che ha accusato gli Usa di appoggiare i “terroristi” in quanto continua a dialogare con i curdi siriani che, ovviamente, agli occhi di Ankara sono niente altro che terroristi alla stessa stregua dell’Isis. Forse che Washington si sia resa conto che continuare a seguire Ankara e Riad in Medio Oriente sarebbe un modo molto efficace di imboccare la strada per un conflitto potenzialmente mondiale?

Insomma da parte russa sembra una mossa strategica per mostrare all’opinione pubblica mondiale come non sia Damasco a volere la guerra a tutti i costi, e una volta confermata questa visione verrebbe di conseguenza indebolita enormemente la credibilità della presunta “opposizione” siriana. Chiaramente inoltre i jihadisti le tenteranno tutte proprio per far saltare questo accordo, facendo indirettamente proprio gli interessi di Mosca che vedrebbero così finalmente confermata la propria posizione anche a livello internazionale.

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Tribuno del Popolo

 

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