Siria. Usa e Turchia aiuteranno l'opposizione nonostante tuttoTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Usa e Turchia aiuteranno l’opposizione nonostante tutto

Con una decisione che farà discutere non poco Ankara e Stati Uniti hanno siglato un accordo per offrire supporto aereo ad alcune delle forze siriane di opposizione a Damasco. E dato che Assad, piaccia o no, è l’unico a opporsi in Siria allo Stato Islamico, aiutare l’opposizione contro di lui significa aiutare lo Stato Islamico. 

Inutile girarci attorno, in Siria ormai l’opposizione, cosa che ormai è facilmente verificabile, è quasi completamente in mano alle correnti jihadiste più estreme. Stiamo parlando di Al-Nusra, la costola siriana di Al Qaeda, e dell’ormai tristemente celebre Califfato, le due forze principali che rappresentano una minaccia per Damasco, spossata dopo quattro anni di guerra civile. Ammesso che siano esistiti, i ribelli moderati del Free Syrian Army ormai sono quasi completamente inesistenti in Siria o hanno comunque un peso specifico incapace di recitare un ruolo nella guerra civile. Partiamo da questo presupposto e arriviamo a #Palmira, dove le schiere del Califfo sono arrivate perpetrando l’ennesimo massacro di donne e bambini sotto gli occhi inerti della comunità internazionale. Inutile poi parlare del ruolo giocato dalla Turchia che ormai da anni ha deciso di recitare un ruolo attivo nella deposizione di Assad e ha finanziato e supportato i ribelli con ogni mezzo, facendo utilizzare i propri confine come retroterra sicuro e consentendo agli uomini del Califfo di reclutare in Turchia e utilizzare il territorio turco come zona di transito per raggiungere la Siria e unirsi alla Jihad. Lo dimostra l’inazione di Ankara a Kobane, quando l’esercito turco rimase inerte a osservare i curdi che combattevano eroicamente contro lo Stato Islamico, dimostrando quindi di non essere pregiudizialmente contraria alla creazione di uno stato sunnita in Medio Oriente. Dopo che il mondo ora si è inorridito di fronte al modus operandi del Califfo ci si sarebbe aspettati un intervento più energico, e invece l’unica risposta consiste nei soliti raid della coalizione anti-Isis nata nel settembre del 2014, raid a guida americana che si sono rivelati completamente insufficienti a fermare l’avanzata del Califfato Nero. Per fermarlo basterebbe un minimo di coordinamento con l’esercito siriano che è quello che in Siria combatte, assieme ad Hezbollah e a milizie popolari sciite, le schiere nere dell’Isis. Ma dato che uno degli obiettivi di Ankara e Washington è esattamente quello di far cadere Assad, ecco che Ankara e Washington fanno l’esatto contrario, e decidono di firmare un accordo nel quale concordano in linea di principio sull’offrire supporto aereo ad alcune delle forze siriane di opposizione. Lo ha ammesso il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, al quotidiano filogovernativo Sabah: C’è un accordo di principio nel fornire supporto aereo. Come verrà fornito sarà responsabilità dell’esercito“. Quindi non solo la Turchia e gli Usa in passato hanno aiutato l’opposizione siriana contribuendo a dischiudere le porte allo Stato Islamico e indirettamente rifornendolo di armi moderne, soprattutto in Iraq, ma vogliono anche continuare a farlo. Che garanzia offriranno infatti che le armi concesse a questi presunti gruppi di ribelli moderati non finiranno nelle mani degli jihadisti esattamente come successo in Iraq? Nessuna. La sensazione è che la priorità per gli Stati Uniti non sia quella di aiutare i civili siriani e di interrompere i massacri e le barbarie ma quello di deporre Bashar al-Assad ad ogni costo.

Gb

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO
Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top