Siria. Verso la sconfitta dei piani dell'OccidenteTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Siria. Verso la sconfitta dei piani dell’Occidente

Secondo gli ultimi sviluppi il presidente siriano Assad avrebbe negli ultimi mesi recuperato molto consenso perso negli anni precedenti. Incredibilmente il governo di Damasco è riuscito a salvare se stesso anche grazie agli eccessi e alle contraddizioni della posizione dell’Occidente sulla Siria.

Se sin dal 2011 in Siria in molti avevano comunque aderito alla rivolta contro Assad, con il passare degli anni la situazione sul campo è cambiata talmente tanto da modificare gli equilibri e le prospettive. La cecità dell’Occidente che non ha saputo o voluto vedere che l’opposizione a Damasco è finita nelle mani di estremisti islamici sunniti finanziati da potenze straniere, ha infine fatto sì che molti siriani abbiano fatto marcia indietro appoggiando il governo siriano che, sicuramente non perfetto, è però l’unico attore da anni che combatte contro i terroristi e che continua a garantire servizi sociali e pubblici minimi ai cittadini perlomeno nelle zone poste sotto il suo controllo. La miopia dell’Occidente alla fine si è ritorta contro coloro che hanno investito a mani basse per destabilizzare la Siria e cacciare Assad, con il risultato che oggi il presidente siriano è saldamente al suo posto e anzi si è rafforzato rispetto a pochi anni fa. L’esercito siriano nelle ultime settimane ha anche liberato Palmira, una vittoria importante anche dal punto di vista strategico in quanto permette di spostare la maggior parte dell’esercito ad Aleppo. Una volta presa Aleppo probabilmente la guerra civile in Siria cesserà e l’esercito siriano non sarebbe poi così distante da questo traguardo. Anche i negoziati lanciati il 13 aprile si sono finora concentrati sulla transizione, sulla nuova Costituzione e sul futuro politico del Paese ma l’opposizione sembra aver peso e rappresentatività nei confronti del governo.  Non solo, molti gruppi hanno abbandonato i negoziati, ammettendo quindi di non avere alcuna intenzione di trovare una soluzione pacifica alla crisi che ha finora ucciso 300.000 persone. E se finalmente gli Usa dovessero ingiungere a Turchia ed Arabia Saudita di smetterla di finanziare i ribelli ecco che il governo siriano diventerebbe l’unico interlocutore credibile per la Siria.

Tribuno del Popolo

 

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