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giovedì , 25 maggio 2017
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Siria. Washington decide per l’ingerenza diretta

Dopo due anni di feroce guerra civile con i ribelli siriani che hanno ricevuto aiuti economici e in armi da parte di Arabia Saudita, Turchia e Qatar, ora gli Stati Uniti hanno ufficialmente deciso di investire direttamente sull’opposizione armata ad Assad.

Fumo per le strade del villaggio turco di Akcakale colpito ieri da bombe lanciate dal confine siriano

La Casa Bianca ha deciso ufficialmente di investire sui ribelli anti-Assad. Fino ad ora le armi arrivavano comunque ai ribelli, fornite con la compiacenza di paesi “amici”, vedi Turchia, Qatar e Arabia Saudita su tutti. Ora però dal momento che dopo oltre due anni di guerra la situazione sembra mettersi piuttosto male per l’opposizione anti-Assad, la Casa Bianca ha deciso di prendere una posizione drastica: investire direttamente sui ribelli inviando aiuti materiali. Kerry per questo motivo sta ultimando un tour in Medio Oriente e in Europa al fine di organizzare un vero e proprio intervento, evitando, almeno a parole, che tali armi finiscano nelle mani dei qaedisti. Obama e la sua amministrazione quindi si stanno preparando a dare una svolta alla crisi siriana, come peraltro riportato anche dall’autorevole Washington Post. Kerry a tal fine ha incontrato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius a Parigi, sottolineando la volontà di imprimere una ”accelerazione della transizione” in Siria, che tradotto vuol dire finanziare i ribelli per sconfiggere militarmente Assad. In serata una fonte ben informata ha puntualizzato  alla Reuters che gli Stati Uniti sarebbero intenzionati ad ampliare gli aiuti ai civili siriani e aiutare con cibo e medicinali i ribelli, senza tuttavia fornire loro “assistenza letale”, neanche giubbotti antiproiettile, veicoli blindati o addestratori militari. I ribelli dal conto loro, in difficoltà contro l’esercito governativo, starebbero invece cercando in tutti i modi di chiedere un sostegno diretto all’Occidente, e gli Stati Uniti potrebbero accontentarli. La Casa Bianca infatti vorrebbe fornire direttamente ai rappresentanti dell’opposizione siriana  materiali ed equipaggiamento civile e militare: dunque, giubotti antiproiettile, veicoli blindati, mezzi di comunicazione. Inoltre diversi addestratori potrebbero essere messi in campo per addestrare i combattenti ribelli. In un primo momento però non si parla ancora di armi, questo per il fondato timore che possano finire nelle mani sbagliate, cosa già successa ad esempio in Libia.

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