Snowden chiede ufficialmente asilo alla RussiaTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Snowden chiede ufficialmente asilo alla Russia

Snowden, che rimane a Mosca dal 23 giugno scorso, ha chiesto ufficialmente asilo alla Russia. Potrebbe esserci una svolta all’orizzonte per il caso Datagate.

Edward Snowden, l’ex analista della Cia protagonista dello scandalo Datagate, continua a rimanere nell’ aeroporto Sheremetyevo di Mosca anche perchè privo del passaporto americano che gli è subito stato ritirato dalla Casa Bianca. Ora la talpa  potrebbe ricevere un permesso per uscire dalla zona transito dell’aeroporto ed entrare liberamente in territorio russo finchè verrà esaminata la sua richiesta di asilo temporaneo, almeno stando a quanto riferito dall’agenzia di informazione russa Ria Novosti, che ha citato una fonte vicina alle, forze dell’ordine. Nei giorni scorsi Snowden aveva chiesto asilo politico a circa venti Paesi, Venezuela, Bolivia, Cuba e Nicaragua in testa, e venerdì scorso aveva promesso che avrebbe aggiunto anche la Russia all’elenco. Ieri Snowden ha fatto seguire i fatti alle parole e ha inviato la richiesta ufficiale al Cremlino. Proprio Putin nei giorni scorsi aveva commentato: “Gli Usa hanno spaventato altri Paesi negando l’accesso ad Edward Snowden e bloccandolo nel nostro territorio. Ci hanno fatto un bel regalo di Natale“. Già due settimane fa l’americano aveva presentato domanda a Mosca, ma Putin ha svelato il retroscena della sua marcia indietro: “Gli avevamo chiesto che cessasse le sue rivelazioni sul sistema di sorveglianza dell’Nsa, perché abbiamo relazioni con gli Stati Uniti che non vogliamo siano pregiudicate. Ci ha risposto di no. Ha detto “Voglio proseguire la mia attività e battermi per i diritti umani”. Abbiamo risposto che non combattiamo altre battaglie“. E se Putin stesse bluffando? In molti per la verità pensano che gli agenti russi abbiano già spremuto come un limone Snowden e quindi questo rimbalzo tra Putin e Snowden sarebbe solo un teatrino a uso e consumo dei media. Ora sembra che la “talpa” voglia rimanere in Russia fin quando non potrà andare in America Latina senza rischiare di venire intercettato; per farlo ha comunque bisogno di documenti per lasciare Mosca. Non sarebbe quindi una richiesta d’asilo permanente, ma solo temporaneo in attesa di lasciare la Russia per l’America Latina dal momento che Europa e Usa non lo lasciano viaggiare fuori dalla Russia. La Casa Bianca al contrario continua a ribadire che la talpa dovrà tornare negli Stati Uniti per venire processata per i crimini commessi. “Non è un’attivista dei diritti umani, non è un rifugiato deve essere espulso“, ha sbraitato un nervoso Jim Carney, portavoce della Casa Bianca.

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