Snowden riaccende la rivalità tra Caracas e la Casa BiancaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Snowden riaccende la rivalità tra Caracas e la Casa Bianca

La vicenda Snowden rischia di far nuovamente precipitare i rapporti tra Venezuela e Stati Uniti. La Casa Bianca ha revocato ai funzionari governativi e agli imprenditori venezuelani i visti di ingresso nel Paese sperando di fare pressioni a Caracas affinchè non accolga Edward Snowden.

Quando gli Stati Uniti si mettono in mente qualcosa sono pronti a tutto, ma proprio a tutto, pur di ottenerla. Ne sanno qualcosa in Venezuela dove, da qualche giorno, stanno subendo pressioni rilevanti dagli Stati Uniti per non accogliere la “talpa” Edward Snowden. La Casa Bianca ha revocato ai funzionari governativi e agli imprenditori venezuelani connessi al governo i visti di ingresso nel paese. Inoltre, con una telefonata, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha avvisato il ministro degli Esteri venezuelano, Elìas Jaua, di altre rappresaglia nel caso Snowden dovesse toccare il suolo venezuelano, come ad esempio  la sospensione della vendita di benzina e derivati del petrolio al paese caraibico.Kerry ha chiamato Jaua lo scorso venerdì, poche ore dopo che Snowden rendesse pubblica, tramite un comunicato, la sua volontà di accettare l’asilo politico offertogli dal Venezuela, anche se ha ammesso l’incapacità momentanea di trasferirsi in questo paese. Kerry avrebbe detto chiaramente al suo omologo venezuelano che a nessun aereo venezuelano sospettato di trasportare Snowden sarà permesso di sorvolare lo spazio aereo degli Usa o dei paesi Nato. E dire che a giugno, in occasione dell’assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) tenutasi in Guatemala, i rapporti tra i due Paesi sembrano quasi essere tornati sulla via della normalità, al punto che in molti pensavano che i due paesi potessero anche tornare a scambiarsi gli ambasciatori. Proprio gli Stati Uniti del resto hanno provato a destabilizzare il Venezuela di Chavez prima, e Maduro poi, in tutti modi, cominciando con il foraggiare a piene mani la destra venezuelana e Enrique Capriles. La revoca dei visti dei funzionari governativi e degli imprenditori in affari con l’esecutivo Usa è effettiva da almeno una settimana. Il provvedimento non interessa i visti di breve durata, come quelli turistici. Washington minaccia anche di annullare l’invio in Venezuela di benzina e altri derivati del petrolio. Anche se il Venezuela è un grande produttore ed esportatore di petrolio negli Usa, richiede che i suoi prodotti petroliferi siano raffinati. Per questo motivo Caracas è costretta a comprare ogni mese dagli Stati Uniti circa 500.000 barili di benzina, altrettanti di un combustibile per gli impianti termoelettrici, e 350.000 di Mtbe, n additivo per aumentare il numero di ottano delle benzina, necessario ad alimentare il parco auto venezuelano. Alla Casa Bianca temono che Snowden lasci a sorpresa Mosca per rifugiarsi nell’ambasciata venezuelana a Mosca per poi imbarcarsi verso Caracas.  Il vero timore è che Snowden possa raggiungere Vladivostock, città russa sulla costa del Pacifico, da cui potrebbe  fare un solo scalo in Nicaragua, evitando di sorvolare altri paesi. Un simile itinerario potrebbe farlo solo l’aereo presidenziale di Maduro, dal momento che gli aerei della flotta della compagnia petrolifera Pdvsa sono più piccoli (Dc Falcon 9000, come l’aero presidenziale di Evo Morales). Solo un tanker dell’aeronautica militare venezuelano, un Boeing 707, potrebbe coprire una simile distanza senza dover fare rifornimento, ma è improbabile che i militari siano disposti a un confronto così diretto con Washington.

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