Solidarietà alla tv grecaTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Solidarietà alla tv greca

Solidarietà alla tv greca

Manifestazione sotto l’ambasciata greca a Roma per manifestare il dissenso verso la chiusura dell’Ert. Deliolanes:”atto di gravità inaudita”.

Fonte: Oltremedianews

“Hanno chiuso la tv pubblica mandandoci tutti a casa dalla sera alla mattina. Duemilaottocento dipendenti significano almeno seimila persone coinvolte e per di più in un’azienda di informazione. Ma la cosa grave è che Nuova Democrazia, il partito di maggioranza, sta pensando di aprire a breve un’altra emittente di stato, molto più piccola, e controllata interamente da personaggi graditi al governo” è questo il duro atto di accusa che lancia Dimitri Deliolanes, giornalista della tv greca, sotto l’ambasciata del suo paese a Roma. Una denuncia pesante che mette insieme il prezzo della crisi economica in un paese stremato e  una democrazia che si restringe sempre di più.

Striscioni e volantini  sotto l’ambasciata greca a Roma, è il sit-in di solidarietà per la chiusura della televisione di stato ellenica  promosso dalla Fnsi e dall’associazione Articolo21. Con le associazioni e i sindacati  anche  alcuni esponenti della politica come Vincenzo Vita, Corradino Mineo, Paolo Ferrero. “ Ancora una volta in Grecia  i costi della crisi e delle pesanti politiche di austerità imposte dall’Europa e dalle autorità monetarie  ricadono sui lavoratori.” Questi i commenti  più diffusi.

La chiusura della tv pubblica non è che un altro colpo alla libertà di informazione e al pluralismo in un paese dove il clima diventa sempre più pesante e dove i paradossi diventano normalità, come quelli dei giornalisti finiti sotto inchieste per aver rivelato al mancata caccia agli evasori fiscali che continuano a vivere in agiatezza mentre al gran parte della popolazione è stremata.

Non che la tv ellenica non sia stata luogo di  sprechi e spese facili, ma un conto, come nel nostro paese, è mettere la mani su gestioni allegre della finanza pubblica, altra cosa è chiudere battenti a chi, in qualche modo,  ha garantito un’informazione pluralista.

Adesso speriamo in un intervento dell’Unione Europa – aggiunge  Deliolanes –  è stata così determinata a chiedere sacrifici  e lo dovrebbe essere altrettanto a pretendere la libertà informazione”.

 Gianni Montesano

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