“Sollevazione Generale”. 18 e 19 ottobre, Roma viveTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

“Sollevazione Generale”. 18 e 19 ottobre, Roma vive

4000 poliziotti schierati e migliaia di manifestanti che rivendicano il diritto all’abitare e al reddito. Un week end caldo in cui Roma vive. Gli errori dei grandi media che indicano i No Tav come organizzatori della giornata del 19 ottobre.

Fonte: Oltremedianews

Reddito, casa e dignità. Queste le tre parole chiave delle manifestazioni del 18 e 19 ottobre. 4000 poliziotti schierati e migliaia di manifestanti che tenteranno di “assediare” i palazzi del potere. Due date che potrebbero essere fondamentali per dare il via definitivo ad un “autunno caldo”. Un autunno che potrebbe essere segnato da una sollevazione generale di cittadini che troppo spesso sono stati abbandonati a se stessi e che, in alcuni casi, vengono lasciati morire nelle proprie terre nel nome del business statale (Discariche in Campania, Ilva a Taranto).

Da oggi, 18 ottobre, Roma vive.
Due giorni, appunto il 18 e il 19, in cui Roma sarà invasa da manifestanti. Oggi a sfilare per Roma ci sono i sindacati di base. Si tratta di un primo sciopero generale contro il governo Letta-Alfano, che rilancia la lotta contro le politiche imposte da UE, BCE e FMI ed attuate dal governo.
Data che si colloca dopo le importanti manifestazioni studentesche del 4 e dell’11 ottobre, e prima della giornata di mobilitazione del 19 ottobre.

Si legge nel comunicato per la giornata di lotte del 18: “Chiamiamo a scendere in piazza tutti i giovani lavoratori e tutti gli studenti delle scuole superiori e dell’università. Le nostre rivendicazioni sono:
- abolizione della legge Biagi e della legge Treu, conversione dei contratti precari in forma di contratto a tempo indeterminato. Non possiamo lasciare che il futuro di un’intera generazione sia la mancanza di diritti, l’assoluta impossibilità di avere un futuro sicuro;
- salario minimo orario garantito per legge, per tutte le categorie di lavoro, impedendo così quelle forme contrattuali che mirano solamente a scatenare una competizione al ribasso tra i lavoratori, a tutto vantaggio dei profitti delle imprese;
- esproprio delle aziende che delocalizzano all’estero la produzione e assegnazione ai lavoratori. Lo Stato deve difendere iposti di lavoro, i lavoratori rivendicare la gestione diretta delle imprese, non assecondare gli interessi dei grandi gruppi industriali e finanziari che cercano di aumentare i loro profitti.
- Contro la disoccupazione, lavorare meno lavorare tutti, riducendo l’orario di lavoro a parità di salario. Istituire un servizio civile retribuito come misura immediata per combattere la disoccupazione giovanile, impegnando i giovani in lavori utili per la collettività.”

I grandi medium parlano del 19 ottobre come di una data organizzata dai No Tav, forse proprio per continuare questacampagna denigratoria contro lo stesso movimento. O ancora, continuano a parlare di violenze, infiltrati e Black Block per incutere paura a chi segue le vicende da casa. In realtà non è assolutamente una data di lotta indetta dai No Tav ma è una data che nasce da più lontano, dagli tsunami tour degli scorsi mesi. Una manifestazione indetta da tutti quei cittadini e quelle cittadine che vorrebbero arrivare a fine mese con uno stipendio, vorrebbero difendere il diritto ad un tetto, affermare la propria dignità, difendere territori e beni comuni da devastazioni e saccheggi. Una molteplicità di gente che non si vuole arrendere di fronte ai giochetti di Palazzo o che non condivide, come forma di lotta, il limitarsi a fare una semplice passeggiata per le vie di Roma, vedi manifestazione di sabato scorso alla quale hanno partecipato Landini e Rodotà, ma vuole far sentire la propria presenza.

La data del 19 vuole essere un punto di unione tra lotte sociali che troppo spesso rimangono isolate tra loro. Proprio per questo c’è il richiamo alla “sollevazione generale”.
La composizione è delle più variegate: giovani precari ed esodati, sfrattati, occupanti, senza casa, migranti, studenti, rifugiati, no tav e cassintegrati e chi muore nei propri territori per colpa di uno stato assente.

“Intendiamo costruire una grande manifestazione che ponga con forza la questione del reddito e del diritto all’abitare, per questo vogliamo l’immediato blocco degli sfratti, il recupero del patrimonio pubblico e la tutela della ricchezza collettiva e comune, anche per combattere la precarietà e la precarizzazione generale delle condizioni di vita e del lavoro che ci stanno sempre più imponendo” quanto rivendicano i manifestanti.

Il 19 ottobre si prefigge di diventare non una singola data ma di essere la prima di tante mobilitazioni che la seguiranno.

  Nicola Gesualdo

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top