In una Roma blindata e impaurita per la "marcia su Roma" dei forconi si sono raccolte a malapena tremila persone nella manifestazione indetta da Danilo Calvani, il "leader" 51enne della provincia di Latina.Tribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Solo tremila i forconi a Roma, una farsa la “marcia su Roma” 2.0

In una Roma blindata e impaurita per la “marcia su Roma” dei forconi si sono raccolte a malapena tremila persone nella manifestazione indetta da Danilo Calvani, il “leader” 51enne della provincia di Latina. 

Alla fine il giorno della tanto attesa (dai manifestanti del 9 dicembre) Marcia su Roma è arrivato. La città di Roma era molto preoccupata perchè si temeva potessero raggiungere la Capitale oltre 15.000 persone, e in molti su internet hanno alzato i toni, con i soliti gruppi di estrema destra che hanno cercato di infiltrarsi e di monopolizzare l’attenzione nonostante il movimento dei Forconi si sia in qualche modo diviso con una spaccatura tra i due leader, Ferro e Calvani. Alla fine l’ala moderata di Ferro ha deciso di chiamarsi fuori per paura di provocazioni e violenze e così a Roma si è data appuntamento solo l’ala dura, quella di Danilo Calvani, il leader in Jaguar che in passato aveva provato senza successo di diventare sindaco di Latina. I manifestanti hanno trovato una città blindata,e soprattutto hanno trovato ad attenderli oltre duemila poliziotti e il corteo dei militanti di estrema destra di Casa Pound, accolto dai manifestanti con qualche applauso, l’ennesima riprova di quanto fosse politico e non apolitico questo movimento. In Piazza del Popolo si sono radunate a malapena tremila persone, un flop clamoroso che Calvani ha grottescamente cercato di attribuire ai “treni rotti”. Molti gli slogan sul Tricolore e la nazione, un profluvio di nazionalismo e populismo che non può che richiamare subito a un fosco passato per il nostro Paese. Tra i manifestanti è svettato anche Enrico Leoni in mimetica che ha dichiarato: “sono un militare in congedo illimitato e mi auto-richiamo in servizio per ripristinare l’ordine che è stato sovvertito”. Del resto su internet circolavano da un pò messaggi deliranti di vari gruppuscoli di estrema destra che promettevano golpe e rese dei conti, contribuendo così ad aumentare la tensione. Mariano Ferro infatti si è chiamato fuori anche per quello insieme a Lucio Chiavegato, presidente di Life, Liberi imprenditori federalisti europei, leader della corrente veneta. I due si sono smarcati proprio additando il rischio di infiltrazioni nel movimento e hanno rilanciato un presidio per domenica prossima a Roma, quando i manifestanti andranno in piazza San Pietro per ascoltare l’Angelus di Papa Francesco per poi spostarsi  in una piazza della Capitale da concordare con la Questura, dove monteranno un sit-in permanente: “Staremo lì in presidio ad oltranza. Passeremo il Natale lì e temo anche il Capodanno”. Alla fine il flop della manifestazioni di Calvani è figlio dell’eterogeneità del movimento, che ha tra le sue rivendicazioni tre punti principali: la caduta del governo Letta, l’uscita dall’euro e il taglio delle tasse. Insomma la protesta dei forconi ha fallito il suo appuntamento principale a Roma dopo aver fermato l’Italia per una settimana, e ora bisognerà vedere che strada prenderà un movimento che ha perso per strada molta della gente ingenua che si era avvicinata e che si è poi defilata per non farsi strumentalizzare dal momento che la sbandierata presenza di neofascisti si è purtroppo rivelata essere reale. La speranza è che quanti hanno aderito alle proteste perchè davvero in difficoltà si rendano conto che non sarà con proteste di questo tipo e affidandosi a populismo e nazionalismo che potranno risolvere il loro disagio.

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