Sono gli Usa il principale fattore di destabilizzazione globaleTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Sono gli Usa il principale fattore di destabilizzazione globale

Molti parlano degli Stati Uniti come riferimento del “mondo libero”, eppure guardando alla storia che va dal secondo Dopoguerra a oggi sembra che siano stati gli Usa l’unico reale fattore di destabilizzazione globale. Dalla Corea fino alla Libia passando per l’Afghanistan e la Serbia la storia degli Stati Uniti è una storia di guerra, distruzione e pervicace propaganda.E con la probabile elezione della Clinton la sensazione è che il peggio debba ancora venire. 

Quando gli Usa sostengono che la Russia sia una dittatura e che Putin voglia “cercare la gloria con la forza” (queste le parole utilizzate da Obama su Putin recentemente), probabilmente mentono sapendo di mentire. Nel giro di due decenni i confini della Nato si sono spostati ad Est, puntando un coltello alla gola degli interessi geopolitici di Mosca, e ovunque nel mondo gli americani hanno infiammato la situazione sociale, ovviamente per perseguire i propri interessi economici. Proviamo però a fare un ragionamento: immaginiamo che gli Stati Uniti negli ultimi 70 anni abbiano tenuto un basso profilo occupandosi della loro politica interna, quante guerre sarebbero state effettivamente combattute? Probabilmente nessuna, almeno non su larga scala. Da 70 anni a questa parte gli americani, e la Nato, hanno messo becco sostanzialmente in tutti i conflitti globali, da un lato provocandoli e aizzandoli direttamente, dall’altro lucrandoci a piacimento.

Fin quando c’era l’Unione Sovietica la scusa era la lotta contro l’espansione del comunismo che veniva visto come una minaccia al “mondo libero” (stranamente il nazismo non venne visto allo stesso modo, non a caso ci volle Pearl Harbor a convincere gli Usa a entrare in guerra contro Hitler), e quindi l’opinione pubblica poteva anche bersi le porcherie come Pinochet in Cile, i desaparecidos in Argentina, la beffa del golfo del Tonchino in Vietnam. Una volta crollata l’Unione Sovietica gli Usa hanno però esaurito le scuse, non c’era più lo spauracchio del comunismo per giustificare la loro politica di potenza globale.

Ecco quindi capitare a fagiolo il terrorismo islamico, offrendo la sponda per portare la guerra in Iraq e in Afghanistan. Nel 2011 ci sono volute le Primavere Arabe per costruire i casus belli e destabilizzare il Medio Oriente, e il lait-motiv è sempre lo stesso: gli Usa fomentano in tutti i modi la destabilizzazione globale per tutelare i propri interessi economici e lo fanno ovunque sia necessario, senza alcun riguardo per la popolazione civile. Il fatto che gli Stati Uniti siano alleati di paesi come l’Arabia Saudita e si permettano di giudicare altri paesi come “stati canaglia” la dice lunga su quale sia il principale fattore destabilizzatore globale.

Sono gli Usa ad aver generato l’Isis con i loro interventi in Medio Oriente, quando non supportando attivamente la rivolta contro i vari Gheddafi e Assad,  sono sempre gli Usa a destabilizzare e minacciare qualsiasi paese non si allinei ai propri diktat,  e dulcis in fundo sono sempre gli Stati Uniti a ergersi a gendarme globale, creando quindi le premesse per crisi internazionali che non potranno che allargarsi. E con la probabile elezione di Hillary Clinton alla presidenza Usa la sensazione è che questa tendenza verrà esasperata piuttosto che abbandonata, col risultato di crisi globali di ampia portata e di un possibile scontro totale con Mosca.

Tribuno del Popolo

 

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