"Sonyleaks". Esperti Usa alimentano dubbi sul coinvolgimento della Nord CoreaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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“Sonyleaks”. Esperti Usa alimentano dubbi sul coinvolgimento della Nord Corea

E se Pyongyang avesse avuto ragione? Alcuni esperti informatici americani hanno espresso scetticismo circa la conclusione dell’Fbi che sarebbe stata la Nord Corea a organizzare gli attacchi hacker contro la Sony Pictures Entertainment in merito alla vicenda del film “The Interwiew”.

Obama era andato su tutte le furie quando ha commentato la notizia che la Sony ha tolto dalle sale il film “The Interwiew” a causa di un attacco hacker attribuito al governo di Pyongyang. Accusò la Nord Corea di esercitare la censura e ha strigliato anche la stessa Sony che avrebbe dovuto contattarlo prima di cedere al ricatto. Ovviamente l’Fbi ha subito puntato il dito contro la Nord Corea asserendo di avere le prove che dietro l’attacco hacker che ha conquistato le prime pagine di tutto il mondo ci fosse proprio il governo comunista di Pyongyang, prove peraltro mai esibite. Non solo, la Nord Corea non ha affatto ammesso la paternità dell’attacco anzi ha detto il contrario, ovvero di essere in possesso di prove che sancirebbero l’estraneità della Nord Corea ai fatti. Anche per questo Pyongyang ha offerto alla Casa Bianca la proposta di effettuare una indagine congiunta, ma chiaramente nessuno ha voluto dare credito all’offerta di Kim Jong-Un decidendo a priori che sarebbero proprio loro i colpevoli. Ora per alcuni esperti informatici americani  hanno ammesso che la Nord Corea potrebbe essere effettivamente estranea all’accaduto e hanno espresso pubblicamente i loro dubbi circa il coinvolgimento del governo nordcoreano nell’attacco informatico contro la Sony. Lo ha detto ad esempio Sam Glines, capo della compagnia di cybersicurezza Norse, citato dalla Cnn, il quale ha detto di essere convinto in base alle prove raccolte che la Nord Corea non sarebbe responsabile. Non solo, le prove sbandierate dall’Fbi non sarebbero sufficienti a inchiodare il governo comunista di Pyongyang. Inoltre molti esperti sostengono che Pyongyang non avrebbe avuto la capacità di organizzare una operazione di hackeraggio così sofisticata. Nonostante la Nord Corea abbia più volte espresso la sua rabbia nei confronti della pubblicazione del film “The Interwiew”, la Sony sembrerebbe avere anche altri nemici sia interni che esterni. Ad esempio un gruppo di hacker chiamato “lizard Squad”,responsabile il giorno di Natale di aver mandato giù i server per il gioco online della Sony PlayStation. Lo stesso Sam Glines avrebbe dichiarato alla stampa che dietro l’attacco potrebbe anche esserci un uomo dal nome in codice “Lena” che avrebbe avuto accesso ai piani più alti della compagnia e avrebbe dei legami con alcuni gruppi di cyber pirati (Fonte Cnn). Anche nell’ottobre del 2012 c’era stato un attacco alla Sony con il furto di chiavi di sicurezza di vario tipo, o nell’aprile del 2011, quando degli hacker ottennero le informazioni personali di 77 milioni di persone, e ancora nel giugno del 2011 con un altro attacco hacker.

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