South Stream. L'Europa che guarda a Est spaventa gli Stati UnitiTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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South Stream. L’Europa che guarda a Est spaventa gli Stati Uniti

 La Serbia ha appena firmato il contratto per la costruzione del gasdotto chiamato “South Stream” che passerà per il territorio di Belgrado. E intanto Mosca gongola e incassa il “si” al South Stream anche da parte di Austria e Slovenia. Ben si comprende il nervosismo degli Stati Uniti, pronti a tutto pur di scatenare fantasie russofobe in Europa e incassare così miliardi di euro. 

Mentre in Ucraina da qualche mese è cominciata una vera guerra civile con Usa e Ue del tutto dalla parte di Kiev, proprio gli Stati Uniti e l’Ue hanno alzato i toni nei confronti della Russia, rilanciando una sorta di Guerra Fredda 2.0 che rischia di rendere il mondo nuovamente sull’orlo di un conflitto globale. Uno dei motivi della contrapposizione è sicuramente la questione energetica, con gli Stati Uniti evidentemente molto nervosi per via del “South Stream” ovvero del gasdotto russo che arriverà fino in Austria transitando per Bulgaria, Serbia e Slovenia, permettendo così ai russi di vendere il gas all’Europa e di incassare milioni facendone guadagnare anche agli europei che altrimenti sarebbero costretti ad acquistare il gas liquefatto americano a peso d’oro. E nonostante le scomuniche e le minacce nei confronti della Russia, accusata di mire espansionistiche quando è la Nato ad averla circondata, ecco che il South Stream potrebbe comunque divenire realtà. Infatti a Belgrado  è stato firmato un contratto per la costruzione del gasdotto principale “South Stream” sul territorio della Serbia dal valore di 2,1 miliardi di euro. Un bel colpo quello di Mosca, con l’accordo firmato dal co-direttore di South Stream Serbia dall’ad di Srbijagas Dushan Bayatovich, dal vice capo del dipartimento “Project Management” di Gazprom Alexander Syromyatin e dall’ad della compagnia Centrgaz Stanislav Anikeyev. Il primo tratto serbo del gasdotto dovrebbe funzionare alla fine del 2016, con tutte le conseguenze del caso. E Mosca ha già incassato il “si” dell’Austria dopo la visita del 24 giugno di Putin a Vienna, un altro punto a favore dopo che la Commissione Europea che ha inspiegabilmente bloccato il progetto, chiaramente su pressione della Nato e degli Stati Uniti. Del resto anche la Slovenia ha appoggiato il South Stream, e di questo in Europa dovranno prenderne atto, anche perchè dovranno riuscire a spiegare come mai bloccare un progetto che farebbe pagare di meno il gas ai cittadini! 

Siamo convinti della necessità di rimuovere tutti gli ostacoli artificiali sulla via della realizzazione (del South Stream) e di agire in ottemperanza agli accordi intergovernativi già conclusi“, ha spiegato il ministro degli Esteri Lavrov da Maribor, città slovena, ribadendo che il nuovo gasdotto rafforzerà la sicurezza delle forniture di gas all’Europa. Ma veniamo adesso alle parti ridicole: Washington sarebbe contraria al gasdotto, udite udite, perchè sarebbe un’arma di Mosca per condizionare la politica estera europea! Questo mentre gli Usa, de facto, già condizionano a proprio piacimento stampa, politica estera e governi, basti vedere la questione ucraina. Anche l’Ungheria sembra allineata ad accettare la costruzione del gasdotto, e la sensazione è che diventerà sempre più difficile per gli Stati Uniti spiegare come mai appoggiare i neofascisti in Ucraina dovrebbe essere più rassicurante che stringere affari con la Russia, dove i neofascisti vengono duramente criticati. 

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