Spagna. A Valencia addio alla Tv pubblicaTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Spagna. A Valencia addio alla Tv pubblica

Spagna. A Valencia addio alla Tv pubblica

 La televisione pubblica di Valencia, in Spagna, ha interrotto le trasmissioni questa mattina a causa della decisione del governo locale di decretarne la chiusura in nome della crisi. La televisione pubblica di Valencia ha interrotto le trasmissioni questa mattina a causa della decisione del governo locale di decretarne la chiusura in nome della crisi. 

La Tv pubblica di Valencia ha dovuto interrompere ogni trasmissione alle 12.19 di questa mattina mentre in onda c’era un programma speciale realizzato in diretta a partire dalla mezzanotte del giorno precedente. La decisione è stata presa dal governo locale di Valencia, e quindi il canale tv è stato chiuso, con buona pace di lavoratori e telespettatori. Si tratta di un caso molto simile a quello dell’emittente ellenica Ert, i cui dipendenti però reagirono occupando lo stabile e autogestendo le frequenze, continuando così a trasmettere. I lavoratori di Canale 9 a Valencia hanno voluto imitarli e hanno provato a fare lo stesso, ma gli agenti di polizia insieme ai liquidatori hanno fatto irruzione negli studi della RTVV e hanno sgomberato a spintoni giornalisti e tecnici dell’emittente pubblica che hanno cercato di opporsi alla chiusura in tutti i modi. Molti gli slogan intonati dai lavoratori contro la destra di Valencia e il capo del governo regionale, accusato di aver approfittato dei tagli di bilancio imposti dall’Ue e dal governo centrale per chiudere un canale pubblico considerato scomodo. Molti lavoratori sono stati sgomberati sulla base di un ordine proveniente dal  Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana. Già nella notte i lavoratori avevano impedito ai liquidatori del governo di entrare nella tv pubblica, e per alcune ore hanno imedito che prendessero il controllo della regia della RTVV al fine di oscurarne le trasmissioni. La tv valenciana è quindi un’altra vittima dei tagli indiscriminati dell’Ue, e si disegna sempre di più uno scenario nel quale chiudono tv e radio pubbliche a tutto vantaggio dei tycoon dell’informazione.

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