Spagna. Alle amministrative è boom per PodemosTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Spagna. Alle amministrative è boom per Podemos

Spagna. Alle amministrative è boom per Podemos

Le elezioni amministrative spagnole si sono concluse e hanno offerto un quadro davvero insolito e imprevedibile della situazione politica nel Paese. Esultano i militanti di Podemos che si confermano il terzo partito e soprattutto che sono riusciti ad aggiudicarsi con due candidature indipendenti le città di Madrid e Barcellona, dove ha vinto Ada Colau, una militante dei movimenti per la casa e antisfratto. E ora #Podemos ci crede davvero..

Alcuni prevedevano che Podemos, la realtà politica in qualche modo gemmata dall’esperienza degli Indignados, avrebbe ottenuto un risultato straordinario, ma probabilmente in pochi avrebbero immaginato che Podemos ce l’avrebbe fatta a vincere nelle amministrative sia a Madrid che a Barcellona. In realtà Podemos è ancora il terzo partito a livello nazionale dopo il Partido Popular e quello socialista, però la creatura di Pablo Iglesias viene vista come una autentica novità politica, e da qui alle prossime elezioni potrebbe ulteriormente rafforzarsi. A novembre infatti ci saranno le elezioni generali e da qui fino a quel momento le forze politiche lotteranno per chiarire le alleanze. Alcuni pensano che ormai Podemos abbia imboccato un percorso che lo potrebbe portare al trionfo, ma intanto i militanti del movimento sono scesi in piazza a festeggiare a Madrid e a Barcellona, dove il prossimo sindaco sarà Ada Colau, militante dei movimenti antisfratto che è stata in grado di allearsi assieme a tutte le anime della sinistra catalana: Podemos, Izquierda Unida, ICV e altri movimenti cittadini. E proprio l’alleanza tra Podemos e Izquierda Unida rappresenta una svolta importante che potrebbe venire riproposta anche a novembre. Le amministrative comunque si sono svolte in un clima molto difficile con la destra iberica che ha accusato Podemos e la sinistra in generale di fare gli interessi del Venezuela e di aver reso la Spagna una delle vie del traffico di droga proveniente dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela. La Colau rappresenta l’emblema di questa vittoria anche e soprattutto per la storia che rappresenta di attivismo sociale e militanza dal basso. Fondatrice della  Plataforma de Afectados por la Hipoteca (PAH), ha da sempre militato in prima fila contro gli sfratti, guadagnandosi il rispetto di tutti. A Madrid invece Manuela Carmena è arrivata solo seconda dietro ad Esperanza Aguirre del Partido Popular, ma i socialisti la appoggeranno, facendola così diventare sindaco. E dopo il voto gli analisti cercando ora di capire come siano cambiati gli equilibri politici nel paese iberico, con il partito di governo di Rajoy che, nonostante tutto, è ancora la prima forza del paese con il 27%. Nonostante una grande emorragia di voti dunque, il centrodestra tiene, ma la sinistra ha compreso che mettendo le sue forze assieme diventa realmente in grado di vincere. Inoltre i socialisti hanno dato segnali di vita vincendo ad esempio in una città importante come Siviglia, strappata ai popolari, e sempre in Andalusia Podemos può esultare anche a Cadice, strappata a sua volta ai populares. Merita una menzione infine anche il partito Ciudadanos, partito per certi versi simile a Podemos e vera e propria novità politica nello scenario iberico che è riuscito ad affermarsi vera realtà con cui fare i conti. Izquierda Unida, che a Barcellona ha dato avvio a una inedita alleanza con Podemos, ha ottenuto invece il 4,73% a livello nazionale, ovvero circa un milione di voti, un risultato molto inferiore a quello di quattro anni prima, quando IU ottenne il 6,3%,

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