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domenica , 23 luglio 2017
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Spagna. Ancora mobilitazioni contro Rajoy

A Madrid è mobilitazione continua: altre migliaia di indignados sono scese in piazza per le strade della capitale per urlare la loro rabbia contro il governo per la terza volta in meno di cinque giorni.

In Spagna la situazione è critica, per capirlo basta leggere velocemente le statistiche della disoccupazione giovanile, e allora capire i motivi della mobilitazione continua degli indignados diventa quasi automatico. Non che in Italia le cose vadano molto meglio, per la verità, ma forse il fatto che nel nostro Paese le elezioni siano ormai all’orizzonte rende inevitabilmente più difficile lanciarsi in manifestazioni di piazza.  Ieri comunque migliaia di manifestanti sono scesi per le strade di Madrid affollando la centralissima Plaza de Neptuno, proprio dietro il Parlamento, per contestare le misure di austerity del governo per la terza volta in cinque giorni. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del governo di Mariano Rajoy, lo scioglimento del parlamento e la messa a punto di una nuova costituzione. Migliaia gli agenti sono stati dispiegati per garantire che la manifestazione, non autorizzata, che si è svolta nei pressi della sede del parlamento. El Mundo ha riferito di almeno un ferito. Secondo quanto riferito dai media spagnoli, poco prima di mezzanotte agenti antisommossa sono intervenuti per disperdere un piccolo gruppo che si tratteneva a tarda serata, occupando la piazza. Le manifestazioni però ci sono state anche in Portogallo, a Lisbona per la precisione, dove migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro  i previsti tagli alla spesa e chiedere le dimissioni del premier Pedro Passos Coelho, del movimento conservatore Partito socialdemocratico. La protesta è stata convocata dall’organizzazione sindacale Cgtp. “Questo governo è totalmente screditato. Non può andare avanti”, ha dichiarato il segretario generale dell’organizzazione Armenio Carlos. Continuano quindi le mobilitazioni tanto in Spagna quanto in Portogallo e la sensazione è che nelle prossime settimane le cose potrebbero anche peggiorare visto che i governi dovranno comunque tagliare per accontentare la Troika.

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