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venerdì , 18 agosto 2017
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Spagna. Continua la protesta dei mineros nelle Asturie

I minatori delle Asturie sono da oltre un mese e mezzo in sciopero a oltranza contro la mancanza di un piano per l’attività mineraria nella regione. La lotta dei “mineros” ha inoltre riscosso diverse simpatie in tutto il Paese, e il timore è quello di una nuova escalation di violenza.

I “mineros” delle Asturie non ci stanno e continuano la loro lotta disperata con le istituzioni spagnole, considerate colpevoli di aver tagliato tutto il tagliabile e di non avere a disposizione nessun piano per la prosecuzione dell’attivita’ delle miniere di carbone nella regione. Ormai la lotta dei minatori asturiani continua da un mese e mezzo, e la questione dei minatori è diventata di pubblico respiro, al punto che molti cittadini spagnoli iniziano a simpatizzare per i “mineros“. Questa mattina un picchetto di minatori ha realizzato diversi blocchi stradali,  con barricate di pneumatici incendiati, sulla statale AS 117, in località Porto de Tarna, nei pressi di Langreo (Asturie). Secondo la Guardia Cìvil all’alba altri gruppi di manifestanti avrebbero  bloccato la statale A-66 e un tratto delle linea ferroviaria che collega le Asturie con Madrid, poi sgomberati dall’intervento della polizia. Ma non è finita qui, parallelamente ai blocchi stradali e agli scontri anche duri con la polizia, continua anche la cosiddetta “marcia nera” di protesta dei minatori, partita nei giorni scorsi in due colonne dalle Asturie e da Andorra (Teruel), e che sono confluite il 26 giugno in un unico grande corteo, il cui arrivo è previsto per l’11 luglio a Madrid. Proprio nella Capitale per l’11 luglio è prevista una grande manifestazione, cui parteciperanno anche studenti e militanti di sinistra, per reclamare  il ripristino degli aiuti al settore e un piano di continuità, “per assicurare il futuro di un comparto altrimenti destinato alla chiusura”. Sono circa 40 giorni che, in segno di protesta, almeno una quarantina di lavoratori delle miniere asturiane continuano a rimanere rinchiusi a oltre 400 metri di profondità nelle miniere, tenendo occupati simbolicamente i cantieri. E lo scandalo “mineros” sta iniziando a far cadere le prime teste anche nel governo, con il senatore del Partido Popular, Morano Masa, già sindaco di Leon, che si è dimesso a causa del conflitto sorto coi vertici nazionali del suo partito sulla vertenza. “Abbiamo sempre difeso il piano del carbone”, ha detto oggi a Radio Cadena Ser, “e il sostegno a conche minerarie che resteranno deserte se il ministro dell’industria e il governo non cambiano un’atteggiamento che mi sembra improprio”
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