Spagna. E se la #Catalogna chiedesse davvero l'indipendenza?Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Spagna. E se la #Catalogna chiedesse davvero l’indipendenza?

Grande festa a Barcellona dopo  la grande vittoria degli indipendentisti nelle elezioni regionale catalane. Clamoroso crollo del partito di governo di Rajoy con Madrid che ora dovrà affrontare il problema della secessione della Catalogna. Gli indipendentisti infatti intendono andare oltre, fino a ottenere la secessione dalla #Spagna, e il loro potrebbe essere un precedente in grado di sconvolgere gli equilibri europei. 

Un sogno per i catalani, un incubo per Madrid. Si potrebbe riassumere in questo modo gli stati d’animo del day after la vittoria  degli indipendentisti alle elezioni regionali catalane. Raggiante, il presidente uscente secessionista Artur Mas, di fronte a una folla traboccante ha fomentato gli animi in vista dei prossimi passi, e i prossimi passi si chiamano in un solo modo: indipendenza. Se questa è la posta in gioco ben si comprende quindi il nervosismo di Madrid, con il presidente di centrodestra Mariano Rajoy che deve prendere atto del fallimento del suo Partido Popular in Catalogna, segno evidente di una campagna elettorale del tutto errata che ha portato a una polarizzazione del voto. Quello che è difficile capire è che il movimento indipendentista catalano non è nè di destra nè di sinistra bensì un movimento trasversale che coinvolge un pò tutti. Il fronte pro-indipendenza ha ottenuto 72 seggi su 135 ma non hanno ottenuto il 50%, e quindi la maggioranza assoluta necessaria a chiedere subito l’indipendenza. Ma questo non sembra fermare i secessionisti che si sono recati alle urne con il 77% di affluenza, segno che evidentemente quello dell’indipendenza dalla Spagna è un tema molto sentito in Catalogna. Da parte sua Rajoy ha promesso che continuerà a garantire l’unità del Paese ma la sensazione è che le due parti siano troppo lontane per trovare un reale accordo.

“Dedicato allo stato spagnolo: senza rancore, adios!“, ha twittato  il leader dei secessionisti radicali della Cup Antonio Banos, e nelle piazze di Barcellona per tutta la notte i manifestanti hanno scandito la parola “Indipendenza” chiarendo quindi la reale posta in gioco. Le due liste  indipendentiste, Junts Pel Sì di Mas (62 seggi) e quella della Cup (10),  hanno ottenuto il 47,8% dei voti, e ora le due parti sembrano aver deciso di andare muro contro muro, con un esito che si annuncia a dir poco imprevedibile. Quello che molti non comprendono è che questa situazione potrebbe portare a diversi scenari che potrebbero avere conseguenze dirette anche per la tenuta dell’Europa. L’idea degli indipendentisti è quella di cominciare un processo entro il marzo 2014, e per farlo dovranno trovare gli equilibri all’interno della loro coalizione per poi intraprendere realmente il processo di “disconnessione”. A Madrid però sono fiduciosi di poter impugnare davanti alla magistratura l’atto, che sarebbe anticostituzionale. Rajoy potrebbe poi anche prendere la decisione estrema di sospendere l’autonomia della Catalogna, ma a quel punto si andrebbe in direzioni fosche e imprevedibili.

I prossimi passi comunque potrebbero essere una richiesta del Parlamento regionale di un vero referendum sulla secessione della Catalogna e una dichiarazione entro 18 mesi di indipendenza fiscale per cominciare a creare un ministero del Tesoro e una Banca nazionale catalana.Cosa succederà poi se riusciranno a ottenere l’indipendenza? Il rischio è che la Catalogna resti comunque fuori dall’Ue con tutti gli accordi che andrebbero azzerati e rinegoziati. Peccato che sarebbero ben pochi i paesi ad accettare l’adesione della Catalogna dato che diventerebbe un precedente pericolosissimo per diversi paesi che conoscono al loro interno delle situazioni analoghe, basti pensare alla Scozia, ai Paesi Baschi, alla Cornovaglia etc.  Anche partiti come la Lega Nord tenterebbero ovviamente di strumentalizzare la cosa, e si creerebbe comunque un precedente in grado di disarticolare l’Europa dall’interno.

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