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venerdì , 20 ottobre 2017
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Spagna. Esplode la rabbia dopo i suicidi per la crisi

Nell’ultima settimana sono almeno quattro le persone che si sono tolte la vita in Spagna a causa della crisi. Una vera e propria emergenza sociale che sta mettendo in ginocchio il paese iberico, il più colpito assieme a Italia e Grecia dalla recessione.

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Foto: RT.com

Negli ultimi sette giorni sono almeno quattro i cittadini spagnoli che si sono tolti la vita a causa della crisi economica. L’ultimo è stato un uomo di 46 anni, che ha deciso di farla finita ad Alicante, dopo aver ricevuto la minaccia di essere cacciato dalla sua casa. L’uomo non pagava l’affitto da circa cinque mesi, e quando la polizia è arrivata per sfrattarlo, ha trovato il suo corpo senza vita riverso in casa.  Secondo gli amici del defunto, l’uomo avrebbe più volte ammonito che si sarebbe suicidato in caso di sfratto, e ha mantenuto la parola. Ma non è il solo dal momento che pochi giorni prima anche una coppia anziana di coniugi ha deciso di togliersi la vita a Maiorca, proprio perchè non riuscivano a tollerare di perdere la propria casa a causa dei debiti. Ma non è finito qui il bollettino di guerra: all’inizio della settimana un uomo di 56 anni si è suicidato in quel di Basauri Vizcaya perchè non riusciva a pagare le rate della casa. Il parlamento spagnolo ha accettato di ridiscutere le discusse leggi sullo sfratto, anche perchè attualmente sono migliaia i cittadini spagnoli che non riescono a far fronte alle rate della casa a causa della crisi economica. Diversi attivisti spagnoli hanno anche lanciato una petizione per chiedere la protezione dello Stato nei confronti di quei possessori di casa incapaci di pagare. Anche per questo motivo centinaia di manifestanti si sono radunati mercoledì sera di fronte al parlamento urlando slogan contro gli sfratti, sempre più paragonati ad omicidi belli e buoni, omicidi di Stato che abbiamo imparato a conoscere anche in Grecia e in Italia. La crisi economica infatti ha messo in ginocchio il paese iberico, dove in meno di un anno centinaia di migliaia di persone hanno perso il loro lavoro, e la percentuale di disoccupati ha raggiunto l’11,7%. All’Europa però tutto ciò non interessa, quello che conta sono solo i conti, e una volta che quelli tornano, non saranno certo qualche migliaio di suicidi a turbare i sonni della Troika.

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