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giovedì , 30 marzo 2017
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Spagna. Il “sogno rosso” di Gordillo

Sembra una storia d’altri tempi e invece stiamo parlando della Spagna del 2012, Paese che dopo il “boom” di Zapatero ora vede da vicino la miseria della crisi. Questa storia vede come protagonista il sindaco rosso di Marinaleda, Juan Manuel Sanchéz Gordillo, 60 enne figlio di un muratore e professore di storia che nelle ultime ore è andato nell’occhio del ciclone per aver autorizzato una spesa proletaria in due supermercati andalusi.

Abbiamo già parlato approfonditamente di Marinaleda, la città rossa dell’Andalusia, governata da anni da Juan Manuel Sanchèz Gordillo, soprannominato il “sindaco rosso”. Stiamo parlando di un uomo di 60 anni, professore di storia e figlio di un muratore, sindaco sin dal lontano 1979 e comunista di provata fede. Eh si perchè ancora nel 2012 un “sindaco comunista” fa ancora parlare di sè, segno evidente di un sentimento e di un’ideale che non muore, a dispetto degli anni che passano. Gordillo in tempi di crisi del capitalismo ha voluto farsi vedere propositivo e attivo, per questo ha organizzato nei giorni scorsi assieme al suo partito, Izquierda Unita, una clamorosa protesta. Si è trattato di un “esproprio alimentare” in piena regola, organizzato martedì scorso in un due supermercati della poverissima Andalusia. In quell’occasione alcuni militanti coordinati da Gordillo hanno portato via tre carrelli pieni di pasta, fagioli, lenticchie e latte, e hanno donato la merce sequestrata a 36 famiglie di disoccupati di Siviglia. Chiaramente il governo ha preso subito le distanze dal gesto, così i socialisti spagnoli e la maggioranza dei partiti, ma Gordillo non ha dato alcun segno di pentimento, anzi, sogghignando ha fatto sapere: “È stata un’azione simbolica. Il prossimo obbiettivo? Le banche“. E poco importa che Mercadona, la catena di supermercati, ha subito sporto denuncia contro di lui. Gordillo comunque non è solamente il sindaco di Marinaleda, è anche deputato regionale andaluso, leader del Cut-Bai (Collettivo unità dei lavoratori-Blocco andaluso di sinistra) e del sindacato agricolo Sat.  Da sempre è stato in prima fila nelle occupazioni per protesta, che siano di terre incolte o palazzi del governo per lui non ha mai fatto differenza. Del resto Gordillo nel suo Comune è stato capace di sconfiggere completamente la disoccupazione giovanile, che invece affligge tutta l’Andalusia con percentuali oltre il 30%. Ci è riuscito grazie alle cooperative comunali ortofrutticole inventate da lui, dove tutti guadagnano un dignitoso stipendio di 1.128 euro. I suoi idoli? Cristo, Lenin e il “Che”, personaggi che grazie alla sua professione, il professore di storia, cerca di spiegare e far capire ai giovani. Gordillo è entrato nel cartello elettorale comunista di Izquierda Unita nel 1986, e da allora in tutta la Spagna la sua popolarità è andata alle stelle, al punto che nelle elezioni regionale andaluse ha conseguito un lusinghiero 12,18%. Ma Gordillo non è solamente un personaggio vomitato fuori dal Novecento, è anche uno in grado di vincere le sue battaglie e di migliorare la vita dei più poveri. Lo ha dimostrato nel 1992, quando dopo oltre 12 anni di occupazioni è riuscito a espropriare oltre 1200 ettari del Duca dell’Infantado. Insomma, in un periodo in cui la crisi fa sprofondare l’Europa nel baratro, Gordillo ricorda che un’altra via, dopotutto, è possibile.

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