Spagna. La novità a sinistra si chiama "Podemos"Tribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Spagna. La novità a sinistra si chiama “Podemos”

Il 25 maggio alle elezioni #Europee il nuovo partito degli Indignados, “Podemos” ha ottenuto qualcosa come 1,2 milioni di voti, più di quelli ottenuti dall’Altra Europa con Tsipras in Italia solo per fare un paragone. A Madrid e in altre città è persino diventato il terzo partito. Scopriamo meglio di che si tratta..

“Podemos” che poi vuol dire “possiamo”. E’ questa la sinistra che fa sognare in Spagna, paese colpito duramente dalla crisi al pari di tutta l’Europa mediterranea, paese che qualche anno fa partoriva l’esperienza degli Indignados, una esperienza che sarebbe stata poi esportata in tutto il mondo, vedi i vari Occupy americani che sono derivati proprio dall’esperienza iberica.  Da quella esperienza sono state messe le basi per “Podemos”, vero e proprio movimento politico che il 25 maggio in occasione delle elezioni Europee ha ottenuto qualcosa come 1,2 milioni di voti, più di quanto ha preso in Italia la lista “L’Altra Europa con Tsipras”, solo per fare un esempio pratico. Podemos alla sua prima esperienza manderà ben cinque europarlamentari a Bruxelles, un vero e proprio successo che pone Podemos al centro delle attenzioni come novità assoluta sulla scena della sinistra europea. Un successo autentico dato che Podemos a Madrid e in altre città della Spagna è diventato il terzo partito, affermandosi come una realtà. Il leader si chiama Pablo Iglesias, energico 35enne che è un professore e un volto noto in Spagna. Iglesias è colui che ha saputo tirare le fila di un movimento, quello degli Indignados, che ha saputo far dialogare tra loro studenti, disoccupati, professori e lavoratori, le stesse categorie di persone che nel 2013 hanno riempito le strade di Madrid per protestare contro l’Austerity di Rajoy. Anche Podemos utilizza la retorica dei “cittadini al potere”, una retorica che in Italia ben conosciamo in quanto in passato declinata in modo quasi ossessivo da Grillo e dal Movimento Cinque Stelle. Podemos però, a differenza di Grillo, rappresenta una novità connotata chiaramente a sinistra e non “oltre” come il Movimento Cinque Stelle, e ha la pretesa di portare i cittadini nella politica, come ha spiegato lo stesso leader Iglesias al Guardian: I cittadini entrano in politica: alcuni hanno già esperienza, altri no. Se i cittadini non si interessano di politica, qualcuno lo fa per loro”. Tra i punti focali della campagna di Podemos la lotta per il salario minimo garantito e quella per l’eliminazione dei paradisi fiscali, nonchè la pretesa di abbassare l’età pensionabile a sessant’anni. Anche Podemos ha impostato la campagna elettorale chiedendo l’abbassamento degli stipendi dei parlamentari iberici e Iglesias ha promesso che i parlamentari di Podemos non guadagneranno mai più di uno stipendio medio spagnolo. Ma non è finita qui, Podemos è riuscito a fare il botto sostanzialmente senza soldi, utilizzando solamente i fondi raccolti tra i propri sostenitori. Considerato anche il successo di Izquierda Unida, che ha preso quasi il 10%, ecco che si aprono scenari molto interessanti per la sinistra radicale iberica, con un Partito Socialista ormai in crisi, tanto che il leader socialista Alfredo Pérez Rubalcaba ha annunciato che si dimetterà.

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