Spagna. Passa alla Camera la "Ley Mordaza", per l'opposizione è "stato di polizia"Tribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Spagna. Passa alla Camera la “Ley Mordaza”, per l’opposizione è “stato di polizia”

A Madrid è passata alla Camera la “Ley Mordaza”, come è stata ribattezzata dai suoi oppositori, ovvero una legge sulla sicurezza pubblica che prevede sanzioni ingenti per chiunque voglia manifestare in piazza. Si tratta di 45 nuove infrazioni divise tra gravi, molto gravi e lievi, che secondo le opposizioni faranno tornare nel Paese una sorta di “stato di polizia”. 

In Spagna le opposizioni parlano senza mezzi termini, dopo l’approvazione alla Camera della cosiddetta “Ley Mordaza”, di ritorno allo stato di polizia. Una chiara allusione al regime franchista che viene quasi naturale pensando al testo di legge della Ley de Seguridad Ciudadana (Legge sulla sicurezza pubblica) che potrebbe ben presto diventare realtà una volta che verrà approvata anche in Senato, cosa che sembra abbastanza scontata. Si tratta di una legge durissima che presenta una fattispecie molto larga di reati e infrazioni che vengono divise in: molto gravi, gravi e lievi. A ogni grado di gravità corrisponderà anche una ammenda in denaro che, nei casi più gravi, arriverà anche a 30.000 euro. Una volta che tale legge diventerà effettiva in Spagna non sarà semplicemente più possibile realizzare assembramenti di piazza non autorizzati, e non solo per quanto riguarda la politica al punto che anche gli spettacoli di artisti ambulanti e dei burattini verranno vietati. Anche gli accampamenti di tende degli Indignados, le cui foto hanno fatto il giro del mondo, diventeranno assolutamente vietati, e se qualcuno verrà trovato dalle forze dell’ordine senza un documento d’identità si rischieranno l’arresto e un ammenda potenziale da 30.000 euro. Insomma secondo le opposizioni si tratta di una vera e propria legge liberticida che farà sprofondare la Spagna in un ritorno al suo fosco passato. Per ora, prima che la legge diventi effettiva, manca solo un ultimo passaggio, ovvero la votazione al Senato, ma secondo osservatori ed analisti iberici si tratterà solamente di una formalità. A Madrid si parla di questa legge sulla sicurezza pubblica da almeno un anno, e infatti le polemiche non sono mancate al punto che ormai tale legge viene chiamata “Ley Mordaza”, ovvero legge bavaglio. Una volta che la Ley Mordaza diventerà realtà non sarà nemmeno più possibile scrivere slogan offensivi nei confronti della polizia, nemmeno su internet, e soprattutto non sarà più possibile pubblicare foto e video che ritraggano poliziotti in azione. Il che vuol dire che semplicemente non sarà più possibile documentare l’operato della polizia, permettendo così una sostanziale difficoltà nel denunciare eventuali abusi perpetrati dagli agenti di sicurezza nel corso di proteste di piazza. Ma non è finita qui, con la Ley Mordaza verrà sanzionata anche la mancanza di rispetto nei confronti degli agenti, e soprattutto sarà possibile legalizzare il rimpatrio immediato degli immigrati sul confine di Ceuta e Melilla nel caso dovessero tentare di passare il confine, anche questa una modifica aspramente contestata dalle opposizioni iberiche. Il Partito Socialista iberico ha parlato senza mezzi termini di “ritorno allo stato di polizia”, ma in tanti si associano da Podemos fino a Izquierda Unida, sottolineando che con l’alibi della sicurezza sia in atto un palese tentativo di limitare i diritti dei cittadini. Anche Amnesty International ha voluto dire la sua circa la Ley Mordaza sottolineando come colpisca “in generale i diritti di tutti”. Proprio Amnesty nell’aprile 2014 aveva pubblicato un rapporto chiamato “Spagna, minacce al diritto di manifestare“, rendendo palese quindi la preoccupazione nei confronti di quanto sta accadendo a Madrid. Jezerca Tigani, vicedirettrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International ha detto a riguardo: “L’uso eccessivo della forza da parte della polizia e le proposte di inasprimento delle leggi repressive sono un chiaro esempio della determinazione con cui il governo di Madrid intende stroncare le proteste pacifiche”. Insomma in Spagna tira davvero una brutta aria, ancor più che in passato sono stati soprattutto giornalisti, cronisti e fotografi a vedere limitata la loro agibilità finendo per venire minacciati dalla polizia che avrebbero loro danneggiato videocamere e altre attrezzature per impedirli di documentare la repressione. La speranza è che in un sussulto di lucidità la legge si areni in Senato e che soprattutto non venga presa a modello anche da altri paesi europei che, in questo modo, potrebbero vedere in Madrid un esempio per limitare le proteste contro i rispettivi governi.

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