Spagna. Povertà in aumento ma Podemos non sfondaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Spagna. Povertà in aumento ma Podemos non sfonda

Nonostante i proclami del governo siano anche in Spagna trionfalistici, la situazione del paese reale vede un aumento della povertà con decine di migliaia di persone che faticano anche solo a nutrirsi in sufficienza. In questo contesto #Podemos sembra attraversare una fase di difficoltà con le elezioni che incombono…

La Spagna fino a qualche anno fa rappresentava una favola felice, si trattava di un paese in un continuo boom economico al punto che in molti presero persino Madrid come una sorta di modello. Nel giro di pochi anni però l’incantesimo si è rotto e ora decine di migliaia di persone nella penisola iberica faticano letteralmente a tirare avanti al punto che le organizzazioni caritatevoli, laiche e religiose, non riescono più a far fronte al fenomeno crescente della grande povertà, ormai fuori controllo nelle metropoli e nelle regioni del centro e del sud della Spagna. Secondo molti la colpa ricadrebbe in larga parte sul governo di Madrid di Mariano Rajoy, di centrodestra, che hanno imposto piani di lacrime e sangue che hanno richiesto dei grani sforzi economici alla popolazione civile. Certo, alcuni indicatori economici sono stati migliorati, ma il rapporto deficit/pil è rimasto preoccupante e soprattutto la società si è impoverita con un livello di disoccupazione salito alle stelle, sanità e istruzione che hanno subito tagli ingenti e così via.

Sempre più cittadini si sono trovati senza lavoro e senza assistenza statale, al punto da vivere alla giornata senza aspettarsi più nulla da nessuno. E quindi il governo può anche parlare, come in Italia, di una ripresa, ma il paese reale la pensa diversamente. I tagli allo stato sociale infatti hanno lasciato delle ferite profonde, i diritti dei lavoratori anche in Spagna sono stati ricacciati indietro proprio come in Italia, a far pensare quindi che dalla crisi a oggi chi di dovere abbia conseguito esattamente gli obiettivi che si era prefisso. In questo contesto molto precario Podemos, che nei mesi scorsi nei sondaggi era arrivato al 25%, ora attraversa una fase di stanca. In Catalogna poi con le regionali Podemos ha subito un brusco ridimensionamento elettorale, al punto che a oggi secondo i sondaggi Podemos sarebbe attestato tra il 12 e il 15%, decisamente troppo poco con i popolari che avrebbero recuperato con il 25% dei consensi, i socialisti al 23% e i liberali di Ciudadanos con il 21% che sembrano essere la vera sorpresa in vista delle imminenti elezioni. In molti vociferano quindi di una possibile alleanza tra Podemos e i socialisti, ma questa alleanza metterebbe in ridicolo i proclami di Podemos di voler farla finita con i vecchi partiti, e porterebbe a percepire Podemos come un partito tra gli altri.

L’incantesimo di Podemos sembra quindi essere spezzato con sempre più spagnoli che si allontanano dal partito di Iglesias forse a causa della sua identità lasca e dal motto “nè di destra nè di sinistra” che piace fino a un certo punto, e di sicuro non piace a quelli di sinistra. E l’avvento del partito leggero Ciudadanos sta attirando i consensi moderati e conservatori in fuga da socialisti e popolari e che sarebbero potuti finire nella rete di Podemos.

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