Spagna. Proteste e marce contro il governo per il diritto all'abortoTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Spagna. Proteste e marce contro il governo per il diritto all’aborto

Spagna. Proteste e marce contro il governo per il diritto all’aborto

Ieri a Madrid oltre trentamila persone si sono radunate nelle strade del centro per chiedere l’immediata abrogazione della Legge che nei fatti rende impossibile l’aborto  in Spagna se non in circostanze eccezionali. 

Erano oltre 30.000 con moltissime donne i manifestanti che si sono radunati nel centro di Madrid.  Tra di loro manifestanti provenienti da tutta la Spagna per contestare il governo Rajoy, ma anche per chiedere l’immediata abrogazione della Legge organica di protezione della vita del concepito e dei diritti della donna incinta”, una legge che rende quasi impossibile abortire e che ripiomba la Spagna in un passato che sperava aver superato per sempre. Tutto questo avviene all’interno della moderna Europa, senza che nessuno dica qualcosa sulle decisioni del governo di Madrid. Nella giornata di ieri i manifestanti si sono radunati in occasione dell’arrivo del Treno della Libertà, ed è stata una bella occasione per portare avanti la mobilitazione contro la legge liberticida del Partido Popular, che nei fatti vieta l’aborto se non in situazioni eccezionali come lo stupro o il pericolo grave per la salute della partoriente. Diverse donne sono arrivate a Madrid a bordo del treno della libertà, decidendo così l’avvio della marcia, contraddistinta da centinaia di bandiere di colore viola. Il corteo si è dipanato tra la stazione di Atocha e il centro cittadino e i manifestanti hanno duramente contestato il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, artefice della legge che nega il diritto delle donne all’autodeterminazione. 

Moltissimi gli slogan scanditi a difesa della legge che garantisce il diritto delle donne spagnole ad abortire fino alla quattordicesima settimana senza restrizioni. All’ora di pranzo il corteo è arrivato di fronte al Congresso dei Deputati, e qui i rappresentanti delle principali associazioni hanno consegnato ai deputati un messaggio diretto al presidente del governo e ai ministri affinchè questo disegno di legge liberticida venga bloccato. Ma non solo diritto all’aborto nelle proteste delle strade iberiche, anche una dura contestazione alle politiche neoliberiste del governo. Infatti nella cittadina di Alcorcòn sono state arrestate 15 persone al termine di una protesta organizzata contro il licenziamento di 19 lavoratori interinali del municipio e contro il progetto di privatizzazione della Esmasa, l’azienda pubblica che gestisce la raccolta del vetro. Al termine di un corteo organizzato dalla cittadinanza e dalla sinistra  si sarebbero registrati duri scontri in prossimità del Municipio, quando alcuni dimostranti hanno lanciato spazzatura contro la polizia che ha subito caricato la folla. Da giorni i lavoratori della Esmasa sono in sciopero, e le strade di Alcorcòn e di altri municipi vicini sono piene di spazzatura non raccolta così i cittadini, esasperati, avevano deciso quell’estremo gesto per segnalare la loro situazione drammatica. Ora il prossimo appuntamento sarà il 16 febbraio, quando a Madrid si ritroverà la cosiddetta “marea blanca”, ovvero il movimento contro la privatizzazione degli ospedali della capitale e della provincia. Proprio nei giorni scorsi il movimento aveva conseguito una brillante vittoria dopo che i tribunali avevano obbligato il governo della Comunità Autonoma della Capitale a ritirare il piano di privatizzazione di sei ospedali e decine di ambulatori.

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