Spagna. Rajoy ora rischia il tracolloTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Spagna. Rajoy ora rischia il tracollo

Secondo una recente indagine circa l’83% dei cittadini spagnoli ritiene che il Partito Popolare di Mariano Rajoy riceveva denaro sporco da imprenditori in cambio di bonus ai suoi dirigenti.

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Il governo di Mariano Rajoy è ormai al capolinea o poco ci manca. Secondo una indagine pubblicata nel weekend  da Sigma-Dos per il quotidiano El Mundo, circa l’83% dei cittadini iberici ritiene che il Partido Popular abbia ricevuto fondi illeciti da imprenditori in cambio di bonus e altri vantaggi. La popolarità di Rajoy è quindi precipitata a causa del caso Bàrcenas, che ha ormai minato in profondità la credibilità del partito che governa in Spagna dalla fine del 2011. Il 67% dei sostenitori del Pp crederebbe alla versione dell’ex tesoriere Luis Bárcenas, che la scorsa settimana ha riconosciuto davanti ai giudici la paternità della cosiddetta “contabilità B” manoscritta che raccoglie i pagamenti di bonus illegali ai dirigenti del Pp, incluso il primo ministro Mariano Rajoy. Questi documenti erano stati pubblicati da El País il 31 gennaio scorso. Ben il 90% degli intervistati invece, ha detto di desiderare che Rajoy dia quanto prima spiegazioni su questo caso in Parlamento, cosa fin qui opportunisticamente evitata dal Pp.Il Psoe (Partito Socialista Operaio Spagnolo) intanto ha annunciato i giorni scorso la presentazione di una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni di Rajoy qualora insista a non presentarsi in parlamento per fare luce sulla faccenda.Rajoy non potrà governare senza spiegare il caso Bárcenas al congresso”, ha detto ieri a El País il leader socialista Alfredo Pérez Rubalcaba. Proprio il presidente iberico sembra sempre di più nell’occhio del ciclone a causa dello scandalo, ma ha assicurato di non essere assolutamente intenzionato a dimettersi, come chiesto da Rubalcaba, e che porterà a termine il suo mandato, senza farsi “ricattare”.Luis Bárcenas, che è stato anche senatore, è stato incarcerato provvisoriamente e senza cauzione per rischio di fuga il 27 giugno. Ha detto ai giudici di aver effettuato a Rajoy “pagamenti in contanti nel 2008, 2009 e 2010 a titolo di bonus”. Fino al 14 luglio l’ex tesoriere aveva negato la paternità della contabilità.I documenti sin qui pubblicati da El País coprono il periodo tra il 1990 e il 2008, con l’eccezione degli anni 1993, 1994, 1995 e 1996, e registrano pagamenti all’attuale presidente del governo e del partito, allora vicesegretario generale, Mariano Rajoy; i vicesegretari Rodrigo Rato e Jaime Mayor Oreja; i segretari generali Álvarez-Cascos, Javier Arenas, Ángel Acebes e Dolores Cospedal. Tra i contributi, la maggior parte degli ingressi registrati nella contabilità manoscritta viola la legge di finanziamento dei partiti politici perché il loro importo supera il limite legale fissato per una stessa persona fisica o giuridica o perché proveniva da persone o imprese a cui era proibito dare contributi ai partiti. Ci sono entrate singole di 250 mila euro (quando il limite è di 60 mila) e di una stessa persona in un anno di 400 mila euro. In più di trenta occasioni si è superato il limite legale.Esecutivo e Pp sinora hanno però ripetutamente negato l’esistenza di una contabilità irregolare come anche di bonus non dichiarati, e sostengono che il Pp è la formazione politica che ha fornito il maggior numero di informazioni sui suoi conti e che questi sono stati approvati dalla corte dei conti.

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