Spagna. Scontri alla "marcha negra" tra agenti e minatori | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Spagna. Scontri alla “marcha negra” tra agenti e minatori

Violenti scontri in Spagna tra i manifestanti della cosiddetta “marcha negra” e gli agenti antisommossa della polizia. La polizia avrebbe che sparato alcuni proiettili di gomma contro i minatori causando 23 feriti.

Si sono verificati violenti scontri a Madrid nel corso della “marcha negra”, ovvero la manifestazione indetta dai minatori delle Asturie per protestare contro i tagli indiscriminati del governo. Alla marcia dei  minatori hanno preso parte anche studenti, simpatizzanti e militanti di sinistra, e la tensione è subito andata alle stelle. Verso le 13,00 infatti, di fronte al Ministero dell’Industria di Madrid, si sono verificati violenti scontri tra manifestanti e agenti antisommossa che avrebbero utilizzato anche proiettili di gomma ferendo 22 persone e arrestandone 5. Inizialmente i manifestanti avevano cercato di abbattere le barriere messe a protezione della struttura e hanno lanciato molotov, pietre e petardi contro gli agenti che hanno reagito caricando con manganelli. Chiaramente non potevano mancare i 200 minatori protagonisti della “marcha negra”, un lungo percorso di più di 400 chilometri a piedi dalle Asturie e Castilla Leòn fino a Madrid. All’arrivo dei minatori la battaglia si spostava davanti al Ministero della Difesa e allo stadio Bernabeu, dove si erano fermati gli autobus dei manifestanti. Al corteo odierno hanno partecipato anche i sindacati Ugt e CcOo, i cui segretari generali Candido Mendez e Ignacio Fernandez hanno preso parte al comizio affianco ai minatori. L’obiettivo dei minatori sarebbe  quello di riuscire a rinegoziare col ministro dell’industria Jos Manuel Soria i tagli del 63% degli aiuti al settore, ovvero dai 310 milioni di euro previsti ai 111 milioni inseriti nell’ultima finanziaria. Intanto attendono l’esito delle consultazioni oltre 10.000 famiglie che potrebbero finire in mezzo alla strada dopo il crollo del settore del carbone, duramente colpito dai tagli. Sarebbero a rischio oltre 30.000 posti di lavoro, in regioni senza alcuna alternativa lavorativa, insomma un vero e proprio dramma sociale. Il governo spagnolo comunque fino a questo momento si è sempre mostrato sordo alle rivendicazioni e alle richieste dei minatori, che quindi stanno portando la protesta sempre più in là.

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