Spending Review. In arrivo nuovo taglio da 32 miliardi di euroTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Spending Review. In arrivo nuovo taglio da 32 miliardi di euro

Spending Review. In arrivo nuovo taglio da 32 miliardi di euro

Sta per arrivare un nuovo super piano di tagli, ovvero la cosiddetta “Spending Review” che sta per abbattersi sulla testa degli italiani, una “botta” da circa 32 miliardi di euro in tre anni.

Il peggio è passato dicono, ma per chi? Un maxi piano di tagli sta per abbattersi sulla testa degli italiani con Carlo Cottarelli,  Commissario ex dell’Fmi, che ha presentato ieri il suo piano alla stampa. Dati alla mano si parla di un piano da 32 miliardi di euro in tre anni, soldi che secondo il ministro dell’Economia Saccomanni dovranno servire a ridurre le imposte, a ridurre il debito e a finanziare gli investimenti. Sembra però ovvio che i tagli investiranno quasi certamente l’amministrazione pubblica e la sanità nonostante Enrico Letta abbia promesso il contrario: ”Dobbiamo tornare a una stagione di tagli che rendano possibili gli investimenti. Il 2013 è un anno di transizione, nel 2014 si deve cambiare verso e investire nella ricerca“. Il viceministro all’Economia Stefano Fassina, parlando della spending review, ha chiesto di tagliare sì gli sprechi, ma non il welfare, ma più nessuna sembra crederci. Quasi sicuramente la spending review andrà avanti con un percorso a due tronconi: fino a febbraio una fase di ricognizione, e poi il prossimo anno entro luglio, quando verrà stilato un vero e proprio piano triennale, che riguarderà più massicciamente gli anni 2015-2016-2017. All’interno della spending review sono stati inseriti anche gli incentivi da dare agli enti locali per tagliare i costi in modo da facilitare la collaborazione dei centri di spesa nella individuazione di risparmi. Colpita duramente ovviamente sarà la pubblica amministrazione con tanto di esplorazione dei canali d’uscita e rivalutazione delle misure di turn over. Bisognerà quindi credere a Saccomanni quando promette che non verranno operati tagli a servizi e welfare? Oppure in nome del contenimento del debito pubblico si toccheranno come al solito le solite voci senza trovare risorse dal rientro dei capitali dall’estero?

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