Spread sui mutui in calo: conviene davvero cambiare?Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Spread sui mutui in calo: conviene davvero cambiare?

Cresce il numero delle banche che pubblicizza una riduzione degli spread sui mutui, sia quelli a tasso fisso che a tasso variabile, per tornare ad invogliare i già mutuatari o gli aspiranti.

 Peccato che , eccetto per i mutui inpdap le novità sono in realtà davvero poche, e che il tanto paventato “risparmio” nella maggior parte dei casi non giustifica un cambiamento di rotta da parte dei mutuatari, ma solo l’ennesima opportunità per le banche di aumentare i propri margini di profitto. Ma gli spread stanno veramente scendendo? Indubbiamente da inizio anno le banche che hanno arricchito la sezione dedicata all’offerta dei mutui con soluzioni un po meno obsolete, e che hanno messo mano agli spread stanno via via crescendo, ma gli spread dei mutui rimangono ancora eccessivamente elevati rispetto a quelli proposti nel periodo ante crisi. Quindi cambiare oggi, per un nuovo mutuo a tasso variabile, o anche a tasso fisso, nella maggior parte dei casi è un pessimo affare. Infatti le banche continuano ad approfittare di un momento in cui i tassi di indicizzazione (euribor o Bce per il mutuo variabile, e Irs per il tasso fisso) rimangono abbastanza bassi, così da incrementare (od almeno mantenere tale) la quota di guadagno rappresentata proprio dallo spread. A ben vedere, se si considera il fatto che euribor e Irs sono tassi di tipo interbancario, sul quale le decisioni delle banche finiscono per imporre dei livelli che non seguono la convenienza dell’abbassamento del costo del denaro (rimanendo artificiosamente elevati), il danno che subiscono i mutuatari è doppio. In conclusione non bisogna farsi attrarre dalle proposte che parlano di spread ridotti, che tuttavia rimangono al di sopra di una qualsiasi logica di mercato, schiave di una logica spesso di cartello. Per vedere se lo spread proposto è più o meno concorrenziale, basta ricordarsi che prima della crisi, per un mutuo a tasso variabile medio, lo spread non superava il 2%, mentre si passava intorno al 3% per un mutuo a tasso fisso. Quindi chi usufruisce di questi spread è bene che se li tenga ben stretti, mentre coloro che si stanno ‘guardando in giro’ per trovare un mutuo migliore (se non c’è fretta legata a particolari esigenze), dovrebbero aspettare la fine dell’estate, dato che, da settembre a fine anno, le banche che propongono promozioni valide tende ad aumentare, così da creare una maggiore concorrenza. E chi invece deve fare una scelta oggi? Non ci sono molte proposte interessanti, ma per cifre non eccessivamente elevate, ci sono diverse promozioni che prevedono degli sconti sullo spread medio. In questi casi bisogna accertarsi che non ci siano limitazioni e che si posseggano i requisiti minimi richiesti, per mettersi le spalle al sicuro da brutte sorprese future.

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