Sta arrivando l'Expo dell'ipocrisiaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Sta arrivando l’Expo dell’ipocrisia

 Si avvicina l’Expo di Milano ma questa volta sembra essere davvero fuori luogo una celebrazione acritica. L’Expo si configura sempre di più come la fiera delle multinazionali e dell’ingiustizia, e lo stesso fondatore di Slowfood, Carlin Petrini, si è scagliato contro il feticcio del “libero mercato” e contro una economia che “distrugge le comunità”. Gli fa eco anche Papa Francesco che parla in un videomessaggio per l’ “Expo delle Idee” di “iniquità come radice di tutti i mali”. Per non parlare delle migliaia di giovani che lavoreranno “gratis” per l’Expo che hanno convinto Frankie Hi-Nrg a sospendere il suo appoggio alla kermesse per protesta. 

Finchè a dirlo erano Lenin, Stalin, Gramsci e Hoenecker la propaganda capitalistica aveva buon gioco a difendere il “libero mercato” partendo dal presupposto che sviluppava benessere e libertà per tutti. A distanza di trent’anni dalla caduta del “socialismo reale” però i nodi vengono al pettine e l’umanità ha potuto toccare con mano che cosa sia il tanto conclamato “libero mercato”. Negli ultimi trent’anni infatti la globalizzazione dei popoli, ma anche dei capitali, ha completamente reso ingovernabile le economie mettendo interi popoli in balìa delle speculazioni e dei giochi di potere di cricche economiche e finanziarie. Oggi si scaldano i motori per l’Expo 2015 di Milano, una kermesse su cui il governo Renzi si giocherà molta credibilità avendolo sponsorizzato in tutti i modi e proposto come un volano di ripresa del brand “Italia”. Paradosso dei paradossi però a scagliarsi contro l’Expo sono i personaggi meno probabili, da Papa Francesco, che si dimostra più a sinistra di molti sinistri, fino al fondatore di Slowfood Carlin Petrini, uno che sa bene quello di cui parla. Papa Francesco ha diffuso un videomessaggio per l’ “Expo delle Idee 2015″, parte del discorso fatto a margine della visita alla Fao, e si tratta di un messaggio senza mezzi termini: “rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della inequità“. Il Papa ha anche criticato aspramente il cosiddetto “paradosso dell’abbondanza” con tonnellate di cibo che vengono prodotte senza che servano a sfamare tutta l’umanità “mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi“. Non solo, Bergoglio è entrato anche nel dettaglio: “Abbiate uno sguardo e un cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le cause strutturali della povertà. Ricordiamoci che la radice di tutti i mali è la inequità“. Chiaramente però il Papa non può certo, visto il suo ruolo, supplire alle mancanze della politica nella critica a questo neoliberismo impregnato sempre di più di ideologia totalitaria. Insomma deve essere davvero il Papa a constatare che l’economia globale si basa sul più forte che strangola e soffoca il più debole e che questo è inaccettabile?

Anche Calin Petrini, fondatore dello Slowfood, si è letteralmente scagliato contro lo spirito che anima questo Expo. In particolare Petrini ha attaccato il “feticcio” del libero mercato “questo altare del libero mercato per cui si sacrificano le comunità va smantellato“, e lo ha fatto con un accorato intervento all’evento “L’alleanza per il Made in Italy” nell’ambito dell’”Expo delle idee” in corso a Milano. Al posto che tesserne le lodi, Petrini ha criticato duramente l’economia che l’Expo vorrebbe esaltare: “E’ una economia che uccide le comunità se non affrontiamo questo tema. Se affrontiamo questo Expo con la sua kermesse di padiglioni e fuochi di artificio senza entrare dentro queste tematiche ci troveremo davanti a un evento schizofrenico”. Petrini però è andato ancora oltre facendo il proprio personale appello nel corso di un convegno organizzato dalla Compagnia di San Paolo a Torino: “Il mio auspicio e’ che la prossima Expo non si riduca solo ad un appuntamento turistico, ad esposizione dell’industria alimentare o della potenza degli Stati. Stato, industria e Paesi sono forti se rispettano gli umili, ossia chi e’ vicino alla terra“. Insomma nessuno ci sta ad esaltare in modo acritico un Expo che si configura sempre di più come un salone posticcio teso a esaltare il potere costituito. “Bisogna mettere insieme capitalismo ed economia di sussistenza, fare in modo che dialoghino, che creino un nuovo umanesimo. Questa e’ la grande sfida per uscire da questa crisi entropica con nuove idee“, ha aggiunto Petrini. Insomma di fronte a una macina che sta distruggendo culture e popoli non ha senso rispondere con una fiera che invece esalti tutto questo, ancor più che il concetto stesso di libero mercato applicato al cibo e alle materie prima rappresenta un “non senso” che sta provocando danni disastrosi ai popoli del mondo.

Tutto questo per non parlare dello scandalo relativo al modo con cui l’Expo viene presentato, ovvero un volano per l’economia del Paese. Si tratta infatti di un evento, l’Expo, completamente fagocitato ed appaltato alle grandi multinazionali di cibo che avranno quindi una vetrina per esporre i loro prodotti. Una vera e propria sagra degli affari edilizi, della speculazione e del profitto, ma non del lavoro dal momento che l’Expo con il lavoro ci fa affari d’oro! Infatti l’Expo, le imprese e le istituzioni coinvolte nel luglio del 2013 hanno raggiunto un accordo con Cgil Cisl e Uil che sancisce come quasi tutti i lavoratori coinvolti dovranno farlo a carattere gratuito. Avete capito bene, circa 800 persone lavoreranno con contratti a termine, ovvero di apprendistato o da stagista, che permetteranno di portare a casa la somma di 400 o 500 euro al mese. Peccato che questi 800 rappresentano a tutti gli effetti dei privilegiati rispetto agli altri lavoratori che invece avranno un orario di lavoro obbligatorio e a turni senza alcuna retribuzione. Verranno a tutti gli effetti ritenuti dei volontari, ben 18500 persone che lavoreranno aggratis, altro che ventimila posti di lavoro creati dall’Expo! E dato che molti ragazzi pur di mettere l’ “Expo” in curriculum sono pronti ad accettare tale trattamento, quello dell’Expo diventerà un vero e proprio modello sociale, quello di chi non solo accetta di lavorare gratis ma persino di pagare per lavorare dal momento che molti ragazzi faranno i pendolari a proprie spese per raggiungere i padiglioni patinati delle multinazionali. Del resto il rapper Frankie Hi-Nrg, che aveva prestato la sua immagine per pubblicizzare la kermesse, appresa la situazione lavorativa del personale coinvolto ha deciso di chiedere alla società di essere rimosso dall’elenco: “La direzione che ha preso Expo è diversa da quella che (ingenuamente) avrei sperato, con reali tavoli di dibattito e non solo stand ultracostosi. Il fatto che migliaia di ragazzi vengano fatti lavorare gratuitamente (ricevendo in cambio il privilegio di aver fatto un’esperienza…) a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera è una cosa indegna per un Paese che parla di impulso alla crescita“.

Ma non era meglio del comunismo il capitalismo? Good Luck to You, Baby.

Gracchus Babeuf

Fonti

http://www.huffingtonpost.it/giorgio-cremaschi/expo-unici-non-guadagnano-lavoratori_b_6622212.html

http://ilmanifesto.info/expo-2015-i-dannati-dellevento/

 

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