Stanno demolendo la CostituzioneTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Stanno demolendo la Costituzione

Stanno demolendo la Costituzione a forza di voti di maggioranza, senza coinvolgere il Paese, impedendo, di fatto, qualsiasi dibattito. Lo stanno facendo con accordi ambigui condotti e ottenuti in ambiti extraparlamentari. Lo fanno  con i voti di Verdini e i suoi seguaci, con la convergenza di chi ieri era avversario e oggi è pronto a votare la “riforma” governativa per pura e semplice convenienza.

Controllano l’informazione diramando ultimatum a chi tenta di parlare “fuori dal coro”. Lanciano segnali intimidatori in puro stile dittatoriale. Lo fanno dopo essere stati “eletti” (anzi “nominati”) con una legge dichiarata incostituzionale nelle sue parti fondamentali. Lo fanno con arroganza e pressapochismo, senza alcun progetto se non quello di garantirsi il potere con sotterfugi e basse alchimie legislative. Lo fanno in maniera volutamente confusa, con trattative risibili e inutili. In un paese normalmente democratico nulla di quello che si vede in questi giorni al Senato sarebbe possibile né tollerabile. In Italia si perché dopo decenni di oscurantismo, senza partiti organizzati all’opposizione che riescono mobilitare i cittadini (come riusciva a fare il PCI), in una situazione di assoluta sudditanza dei mezzi di comunicazione rispetto al governo, con sindacati ridotto al ruolo di erogatori di servizi ai propri iscritti, ci si è assuefatti ai gruppi di affari che controllano la politica. Sembra che non sia possibile opporsi.

Hanno cominciato da tempo a criminalizzare le voci di dissenso e a cancellare dal parlamento la sinistra e i comunisti. Lo hanno fatto anche approvando leggi elettorali che ne impedissero la presenza (elevando le soglie di sbarramento e quant’altro). Il risultato è che oggi, nelle aule parlamentari, non c’è più nessuno che possa realmente opporsi alla deriva politica e culturale che gli ultimi governi e quello attuale in particolare hanno imposto al Paese. Renzi e soci vanno avanti “comperando” il consenso e tentando di cancellare qualsiasi residuo di democrazia nel nostro paese.

La colpa è del PD e di tutti quelli che, chinando la testa, permettono l’approvazione di quella “riforma costituzionale” che ha l’obiettivo di demolire definitivamente la nostra Costituzione. Non possono far finta di nulla né farci credere che la loro decisione sia giusta o ininfluente. Si devono assumere tutte le responsabilità della loro scelta. Non importa se, qualche tempo fa, hanno fatto finta di essere di sinistra e di difendere i principi e i valori costituzionali. Oggi stanno uccidendo nel merito e nel metodo la democrazia del nostro paese. Quella democrazia garantita dalla Costituzione del 1948. E non interessa se si proclamano ancora oggi “democratici” e se si chiamano Casson (che si è astenuto pensando, forse, che votare contro sarebbe stato un atto troppo “dirompente”), Filippin, Puppato, Santini … Non importa. Sono complici. Sono saltati dall’altra parte della barricata, dove è più comodo stare.

Partito Comunista d’Italia
Federazione Regionale del Veneto

Fonte: Marx21.it

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