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lunedì , 23 ottobre 2017
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Stati Uniti. Altri quattro anni di Obama

Alla fine ha vinto Barack Obama, rieletto presidente per il secondo mandato alla Casa Bianca. Decisive le vittorie in Colorado e Virginia, e alla fine Obama ha battuto Romney 285 a 203.

Alla fine ha vinto Obama, e non era scontato dal momento che l’amatissimo presidente democratico si è trovato letteralmente nell’occhio del ciclone della seconda crisi più devastante degli ultimi cento anni dopo quella del ’29. Ovunque o quasi i capi di stato che si sono trovati al potere durante la crisi hanno pagato alle elezioni, andandosene a casa. Non negli Stati Uniti, dove evidentemente gli americani hanno riconosciuto che Obama c’entrava poco o nulla con la crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio l’intero sistema capitalistico. Alla fine ha vinto Obama aggiudicandosi almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante repubblicano Mitt Romney: ne servivano 270 per la vittoria. Ma l’America nonostante la vittoria indiscutibile del presidente democratico in carica, è divisa letteralmente in due. Osservando i dati del voto popolare infatti, si nota come Obama e Romney siano perfettamente appaiati al 49%.

Per l’America il meglio deve ancora venire: lo ha detto Obama, intervenendo davanti ai sostenitori in delirio al suo quartier generale di Chicago. ”Mi sono congratulato con Mitt Romney, lavoreremo insieme per portare avanti il paese“, ha aggiunto il presidente, accolto da un’ovazione dei sostenitori che hanno intonato “Four more years”, altri quattro anni. ”Torno alla Casa Bianca più determinato“, ha sottolineato.Ebbro per la vittoria, sicuro ormai di avere il Paese in mano, Obama si è lasciato andare in quella che più che un’osservazione sembra un auspicio: “La nostra economia si sta riprendendo”. Cosa cambierà adesso? Ben poco, almeno per quanto riguarda la politica estera. Hillary Clinton potrà continuare a fare il bello e il cattivo tempo, e le questioni sullo sfondo come quella del nucleare iraniano rimangono alla finestra. Certo, avesse vinto Romney avremmo assistito sicuramente a una politica estera maggiormente filo-israeliana, ma la politica estera di Obama era già abbastanza apertamente connotata in quel senso.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera. Ma oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum, ad esempio quelli sulle nozze gay in Maine, e quello sulla legalizzazione della marijuana in Colorado e a Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto. Insomma, per noi non cambierà presumibilmente nulla, per gli americani forse sì. Speriamo che almeno in questi nuovi quattro anni Obama inizi a mantenere le vecchie promesse come quella di chiudere Guantanamo e allentare l’embargo su Cuba, ma non so come mai, ne dubitiamo.

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