Stati Uniti. Ancora sangue nel Missouri, si infiamma la rivolta a FergusonTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Stati Uniti. Ancora sangue nel Missouri, si infiamma la rivolta a Ferguson

Missouri in fiamme dopo i nuovi incidenti verificatisi tra sabato e domenica a Ferguson, il luogo dove un giovane di colore è stato freddato dalla polizia. Il bilancio è di un ferito grave e sette arresti, mentre colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro un’auto della polizia.

Ieri il Missouri si è infiammato di nuovo dopo che le autorità avevano imposto il coprifuoco per fermare le proteste montanti della popolazione a seguito dell’uccisione di un ragazzo di 18 anni da parte della polizia. La rabbia della comunità di Ferguson è esplosa da diversi giorni con centinaia di giovani che sono scesi in piazza sfidando la violenza della polizia. Nella notte tra sabato e domenica nel sobborgo di St.Luis, Ferguson, almeno duecento persone hanno sfidato il coprifuoco rifiutandosi di tornare a casa prima di mezzanotte come imposto dalle autorità. A quel punto la polizia ha lanciato contro di loro bombe fumogene e si è scatenato il caos dopo oltre una settimana di violenti scontri, e secondo alcune ricostruzioni sarebbero stati esplosi dei colpi di pistola contro una auto della polizia. Jay Nixon, il governatore del Missouri, con una contestata decisione aveva imposto il coprifuoco da mezzanotte alle cinque per placare le acque ma alla fine la sua scelta ha ottenuto l’effetto opposto dal momento che la popolazione di Ferguson non crede che verrà fatta giustizia.  Nelle scorse ore inoltre il capo della polizia di Ferguson aveva rivelato il nome dell’agente che ha ucciso il giovane Michael, e nel rapporto sarebbe emerso come il giovane avrebbe poco prima rubato dei sigari in un negozio. Sarebbe anche stato diffuso un video nel quale si vedrebbe una colluttazione tra il ragazzo e un poliziotto, ma secondo diversi testimoni Michael avrebbe alzato le mani in segno di resa e sarebbe stato freddato con diversi colpi di pistola. Anche per questo la famiglia di Michael ha fatto sapere tutta la sua indignazione riguardo al modo con cui la polizia ha rivelato il coinvolgimento del ragazzo, sostenendo che si starebbe cercando di diffamare il suo nome solo per giustificare quella che si configura come una “esecuzione”. Insomma brucia l’America che forse, al posto di dare consigli di democrazia al mondo, dovrebbe pensare a risolvere i propri problemi interni.

Photo Credit  (Reuters/Lucas Jackson)

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