Stati Uniti. Ancora spari al college, è l'ennesima strageTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Stati Uniti. Ancora spari al college, è l’ennesima strage

Mentre si dibatte ormai da anni circa una possibile limitazione della circolazione delle armi, intanto negli Stati Uniti si continua a sparare e a morire. Questa volta ben nove persone sono state uccise da un killer all’interno dell’Umpqua Community College in Oregon, l’ennesima strage a mano armata nel Paese dove la vendita delle armi è libera. 

Rimane un mistero come sia possibile che il paese che si autoconsidera la guida mondiale per diritti umani e altro possa tollerare che al suo interno esista una sostanziale libera vendita delle armi. La strage delle scorse ore dell’ Umpqua Community College dell’Oregon è solo l’ennesima notizia di violenza che arriva dagli Stati Uniti, paese per certi versi ostaggio di se stesso. Ora Obama tenterà nuovamente di sollevare il problema della libera circolazione delle armi tentando di approvare una legge più restrittiva, ma la sensazione è che ancora una volta non se ne farà nulla perchè gli americani ritengono il possesso di un’arma un loro diritto costituzionale. La cosa ha dell’incredibile dal momento che chiunque negli Usa può procurarsi facilmente e legalmente fucili o pistole, ma così è, e la sensazione è che ormai sia troppo tardi per tornare indietro. Il giovane killer 26 enne autore della strage si definiva un “conservatore repubblicano” e respingeva con forza le “religioni organizzate”; sulla base delle prime ricostruzioni sarebbe stato ucciso nel conflitto a fuoco successivo alla strage con la polizia. Incredibilmente poco prima della strage al College un utente anonimo aveva pubblicato un monito sul web dicendo agli studenti di non recarsi al College il giorno successivo.

Alla fine il bilancio è di nove morti ma sarebbe potuto essere molto peggiore. Ormai sembra quasi che l’opinione pubblica americana e mondiale sia per certi versi assuefatta alla banalità della violenza, come se le stragi fossero un qualcosa di inevitabile alla stessa stregua di uragani e temporali. Una società che ha permesso per troppo tempo di coltivare miti di violenza e che oggi ha paura di se stessa. Una società dove chiunque potrebbe avere accesso ad armi e usarle e dove sembra che l’opinione pubblica sia ormai quasi rassegnata. E nonostante i proclami e le promesse di Obama la sensazione è che le lobbies che sguazzano nel settore delle armi siano decisamente troppo potenti per fare un passo indietro, ancor più che il “possesso” di un’arma rappresenta un vero e proprio mito nazionale per milioni di americani.

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