Stati Uniti. Ancora un afroamericano disarmato ucciso dalla poliziaTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Stati Uniti. Ancora un afroamericano disarmato ucciso dalla polizia

Usa ancora una volta sotto shock dopo che a North Charleston, in South Carolina, un agente di polizia ha ucciso Walter L.Scott, 50enne afromaericano ucciso alle spalle a colpi di pistola mentre correva, apparentemente disarmato. L’agente Thomas Slager è stato però subito incriminato.

“Ha preso una decisione sbagliata. Quando si ha torto, si ha torto”, parola del sindaco di North Charleston, Keith Summey, che dunque nemmeno ci prova a prendere le difese dell’agente Thomal Slager, responsabile della morte di Walter L.Scott, 50 enne freddato a colpi di pistola mentre scappava forse dopo un diverbio per una violazione stradale. L’incidente è accaduto in South Carolina, a North Charleston, ed è accaduto lo scorso sabato anche se il video che mostra l’accaduto è stato diffuso solo qualche ora dopo dal New York Times. L’agente Thomas Slager è stato dunque subito incriminato per l’omicidio in quanto le immagini hanno smentito la sua visione dei fatti, ovvero di aver sparato perchè temeva per la propria incolumità. Le immagini infatti mostrano Slager esplodere diversi colpi di pistola contro un uomo in fuga che sembra essere anche disarmato. Sulla base delle prime ricostruzioni Slager avrebbe fermato Scott alla guida di una Mercedes perchè aveva un fanalino rotto. Da qui sarebbe scaturito un diverbio durante il quale l’automobilista avrebbe tentato di afferrare il suo taser. Avrebbe però dal momento che non esistono prove di quanto dichiarato da Slager, e ora l’accaduto dovrà passare al vaglio delle autorità federali. Insomma tornano le polemiche negli Stati Uniti sulla violenza della polizia nei confronti dei cittadini afroamericani, tensioni che si erano acutizzate quest’estate dopo il caso di Ferguson con la morte del 18enne Michael Brown ucciso dall’agente Darren Wilson. In quel caso le autorità decisero di non procedere nei confronti di Wilson dal momento che hanno ritenuto non ci fossero prove inconfutabili che Brown avesse le mani alzate quando l’agente ha aperto il fuoco contro di lui. Una decisione che ha scatenato aspre polemiche e che è stata confermata anche dal dipartimento di Giustizia americano. Sempre a Ferguson però un rapporto commissionato per indagare sulla polizia ha fatto emergere l’esistenza di un diffuso atteggiamento discriminatorio ai danni della popolazione di colore.

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