Stati Uniti. Ancora un giovane di colore ucciso, la tensione è alle stelleTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Stati Uniti. Ancora un giovane di colore ucciso, la tensione è alle stelle

Ancora un giovane di colore ucciso dalla polizia negli Stati Uniti, è successo a St.Louis nel Missouri la scorsa notte dove il 18enne Antonio Martin è stato ucciso a colpi di pistola presso un distributore di benzina. Subito si è cominciata a formare una folla e sono cominciati momenti di tensione culminati con scontri con le forze dell’ordine e alcuni arresti. La situazione ora sembra essere letteralmente fuori controllo.

Ancora un morto, ancora un giovane di colore di 18 anni ucciso a colpi di pistola dalla polizia, questa volta nel Missouri a St.Louis poco dopo l’una di notte ore americana proprio di fronte a un distributore di benzina che, ironia della sorte, si trova a pochi chilometri da Ferguson. Il fatto di sangue avviene proprio in un periodo di tensione e paura dal momento che nei giorni scorsi un uomo di colore ha ucciso due agenti di polizia a New York uccidendosi poco dopo per non finire nelle mani delle forze dell’ordine. Poco dopo la morte del giovane 18enne a St.Louis presso il distributore di benzina si è radunata una grande folla e la tensione è salita alle stelle con le forze dell’ordine che hanno caricato e arrestato almeno tre persone. I social network sono stati letteralmente presi d’assalto con video e foto di quanto stava succedendo e appelli contro la polizia. Non sono molto chiare le dinamiche della morte di Antonio Martin, questo il nome del 18enne ucciso, che al momento della sua uccisione si sarebbe trovato assieme alla sua fidanzata. Secondo molti testimoni Antonio Martin sarebbe stato disarmato ma secondo la polizia avrebbe puntato una pistola contro gli agenti, venendo quindi freddato subito dopo. Sia come sia la tensione razziale negli Stati Uniti è ormai alle stelle e la sensazione è che se nulla verrà fatto contro gli agenti responsabili di queste uccisioni questa volta la tensione al posto che sgonfiarsi aumenterà pericolosamente rischiando di travolgere la fragile società americana. Proprio in questi giorni la Casa Bianca celebra il +5% nel Pil annuale dell’economia americana ma questi dati non tengono conto del ventre profondo dell’America, quello delle persone di colore che vengono discriminate e che rischiano la morte tutti i giorni per un gesto male interpretato o per un pregiudizio. Del resto proprio ieri è arrivata la notizia che l’agente di polizia di Houston, Juventino Castro, reso di aver ucciso il 26enne di colore e disarmato Jordan Backer, non verrà incriminato. A stabilirlo un gran giurì della contea di Harris, in linea con le deliberazioni di Ferguson e New York che alimentano le proteste nella comunità nera americana. Non solo, il governo degli Stati Uniti non sembra aver preso sul serio tutto questo dal momento che a distanza di vent’anni dalla rivolta di Los Angeles del 1994 la situazione razziale negli Stati Uniti è purtroppo rimasta pressochè invariata nonostante Barack Obama, il primo presidente di colore, secondo molti avrebbe dovuto rappresentare una svolta positiva nell’integrazione. Il pregiudizio e il razzismo invece fanno ancora parte della società americana, e una certa parte della società, quella repubblicana e bianca, non ha alcuna intenzione di cambiare.

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