Stati Uniti. Assoluzione Zimmerman incendia la piazzaTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Stati Uniti. Assoluzione Zimmerman incendia la piazza

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza domenica negli Stati Uniti per protestare contro l’assoluzione di George Zimmerman, guardia volontaria che ha ucciso Trayvon Martin nel febbraio 2012 a Sanford, in Florida. 

PhotoCredit  (Reuters / Adrees Latif)

Non è vero che negli Stati Uniti esiste la pace sociale e che non ci sono mai sommovimenti di piazza, non è vero e lo dimostra quanto successo ieri dove decine di migliaia di persone hanno deciso di scendere in piazza a New York e in altre città d’America per chiedere giustizia per Trayvon Martin, giovane di colore ucciso senza motivo nel febbraio 2012 a Sanford, Florida, dalla guardia volontaria George Zimmerman. Ieri Zimmerman è stato assolto, scatenando la rabbia popolare di migliaia di persone che hanno urlato slogan come “No justice, no peace“, oppure ‘Who is guilty? All system is guilty’‘ (Chi è colpevole? Tutto il sistema è colpevole). A quel punto un folto corteo è partito da Union Square per dirigersi verso Times Square: un corteo pieno di persone di tutte le età e non solo di afroamericani, ma anche di ispanici, bianchi, asiatici e indiani.  Arrivati nella piazza simbolo di Manhattan, i manifestanti l’hanno occupata sedendosi in terra e inscenando un sit in. Un cartello mostrava le immagini di un Trayvon bianco e di uno Zimmerman di colore. Sotto la scritta: ‘Il verdetto sarebbe stato lo stesso?”. La domanda resta sullo sfondo, accendendo la rabbia degli americani, sconvolti da un verdetto scandaloso che accende l’indignazione. Obama ha voluto richiamare alla calma ricordando che gli Stati Uniti sono uno Stato di diritto, peccato che nessuno restituirà il giovane Travyon Martin ai suoi genitori. Anche molti automobilisti hanno solidarizzato con la protesta, unendosi agli slogan e suonando i clacson. Il 26 febbraio 2012 Marin si stava recando a Sanford a trovare il padre con in mano una bibita e delle caramelle. A quel punto Zimmerman gli ha sparato per “legittima difesa”, una vergogna di proporzioni indicibili che ha tenuto incollati al processo in diretta Tv milioni di americani. Alla fine la giuria popolare ha assolto Zimmerman, una decisione che ha sconvolto tutta la comunità afroamericana, e non solo. Obama chiede quindi di rispettare un verdetto folle, in nome di uno stato di diritto che però tollera la pena di morte, la tortura, e spia i suoi stessi cittadini.Il Dipartimento di giustizia americano ha reso noto che sta valutando se dalle prove relative al processo Zimmerman emergono violazioni dei diritti civili da perseguire. Questo per stabilire se ci sono gli estremi per un procedimento federale. Il verdetto è arrivato a tarda sera, dopo sedici ore di camera di consiglio nella quale sei giurati, tutte donne, hanno deciso di non condannare l’imputato. Insomma secondo le giurate Zimmerman sparò perchè “aggredito” e per non rischiare di soccombere, sì, alle caramelle e alla bibita del malcapitato. La folla da due giorni assiepata davanti al tribunale in attesa della decisione è rimasta scioccata dal verdetto. Ma presto lo stupore si è trasformato in rabbia. E col passare delle ore sempre più gente si è riversata in strada: non solo a Sanford, a due passi da Orlando, ma a New York, Washington, San Francisco, Chicago, Philadelphia. Anche a Los Angeles la gente è scesa in strada, e a molti saranno tornati alla mente quei giorni del 1992, con la rivolta dei neri che seguì l’assoluzione dei quattro poliziotti bianchi che picchiarono a sangue un tassista nero fermato per eccesso di velocità: Rodney King, divenuto simbolo della lotta al razzismo.

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