Stati Uniti. Brucia Baltimora per le proteste al funerale di GrayTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Stati Uniti. Brucia Baltimora per le proteste al funerale di Gray

Si trasforma in vera e propria rivolta sociale la protesta cominciata a Baltimora, negli Stati Uniti, dopo l’ennesima morte in situazioni sospette di un uomo afroamericano, Freddie Gray. Dopo giorni di scontri e proteste subito dopo il suo funerale una folla imponente ha cominciato una dura battaglia con le forze dell’ordine, terminata per ora con sette agenti feriti. Ormai la questione razziale sembra essere fuori controllo.

A Baltimora la protesta della comunità afroamericana non accenna a placarsi, anzi si rinfocola giorno dopo giorno costringendo gli Stati Uniti a guardare dentro sè stessi e a scoprirsi magari molto meno idillici e perfetti di quanto propagandato da Hollywood e dal mainstream. All’interno degli Stati Uniti infatti ci sono questioni irrisolte ormai da tempo, e quella razziale piaccia o no è una di quelle. Non si dovrebbe mai dimenticare infatti che i neri hanno acquistato diritti e rispetto solo dopo la metà del XX secolo, e dopo aspri decenni di lotta ancora oggi non si può parlare di parità tra neri e bianchi dal momento che il razzismo sembra essere diventato all’ordine del giorno. In particolare le forze dell’ordine sono storicamente accusate di essere il simbolo dell’oppressione nei confronti della popolazione di colore, un tema molto sentito anche da spiccate personalità dello spettacolo e dello sport. Dopo l’ennesimo caso di morte sospetta a #Baltimora però, questa volta la comunità ha deciso di reagire, e lo ha fatto in modo continuato nel corso dei giorni, sostenendo scontri anche molto duri con la polizia e resistendo anche alla repressione degli arresti. L’urlo dei manifestanti di Baltimora era lo stesso di quelli di #Ferguson lo scorso agosto, dove Michael Brown era stato ucciso dalla polizia scatenando aspre proteste terminate anche in quel caso con scontri con la polizia. A Baltimora è morto Freddie Gray, ragazzo afroamericano morto per mano delle forze dell’ordine in circostanze che non sono apparse chiare (la vittima ha riportato lesioni alla schiena), e dopo giorni di proteste quando si sono celebrati i suoi funerali gruppi di manifestanti hanno saccheggiato negozi e attaccato le forze dell’ordine non riuscendo più a trattenere una rabbia montante e che la Casa Bianca non sembra essere in grado di sedare. Il bilancio momentaneo parla di sette agenti feriti e il capo della polizia di Baltimora ha assicurato: “Useremo le misure appropriate per assicurare la sicurezza della comunità“, ma nessuno sembra realmente credere che la rivolta cesserà senza che le istituzioni non concedano qualcosa. Stranamente però i media non sembrano dare peso a quanto succede negli Stati Uniti, come se dopotutto si trattasse di semplice ordine pubblico, mentre al contrario in altre situazioni non avrebbero esitato a parlare di autentiche “rivolte” e “rivoluzioni”. Anche questo è il #DoubleStandard.

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