Stati Uniti. Cala la repressione: 400 arresti dopo gli scontri di FergusonTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Stati Uniti. Cala la repressione: 400 arresti dopo gli scontri di Ferguson

Dopo la rabbia per la mancata incriminazione dell’agente che ha ucciso il 18enne Mike Brown il 9 agosto a Ferguson è scoppiata la rabbia della comunità afroamericana con scontri durissimi in tutti gli Stati Uniti. Poi, puntuale, la repressione con oltre 400 arresti. Washington dunque reagisce contro il dissenso con il pugno duro esattamente come quei paesi che ha criticato per aver fatto lo stesso. 

Dopo la rabbia per la sconcertante mancata incriminazione del poliziotto che il 9 agosto uccise a colpi di pistola il 18enne Michael Brown in quel di Ferguson dopo che aveva rubato una scatola di sigari, è arrivata, puntuale, la repressione. Già perchè è impossibile non notare come la Casa Bianca sia sempre in prima fila per denunciare il mancato rispetto dei diritti umani ovunque nel mondo eppure quando si tratta di affrontare problemi di ordine pubblico in casa propria utilizza alla fine lo stesso metro di giudizio. Più di 400 persone infatti sono state arrestate a Ferguson e in tutti gli Stati Uniti in seguito alle proteste . Manifestazioni si sono avute in tutte le grandi città degli Stati Uniti, da Boston a Dallas, da New York ad Atlanta, spesso e volentieri finite con scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Infatti subito dopo la decisione del Gran Jury migliaia di persone sono scese in piazza, esacerbate anche dalle dichiarazioni a caldo del poliziotto coinvolto, Darren Wilson: “Mi dispiace molto, per la perdita di una vita, ma ho fatto semplicemente il mio lavoro. Ho cercato di afferrare il suo braccio, mi sono reso contro della forza che aveva. Mi sembrava Hulk“. I genitori del ragazzo ucciso hanno cercato di prendere le distanze dalle violenze accusando più le autorità e la legge piuttosto che il poliziotto, ma questo non è servito a disinnescare la rabbia della comunità afroamericana e non solo, dal momento che il dissenso nei confronti dell’orientamento del governo americano, repubblicano o democratico che sia, è in forte aumento. A St. Louis per placare la situazione sono stati inviati centinaia di membri della Guardia Nazionale per assistere la polizia, ma non è servito a calmare gli animi. Il bilancio parla di almeno due poliziotti dell’Fbi rimasti feriti a pochi chilometri da Ferguson, mentre anche una macchina della polizia è stata data alle fiamme e i vetri del municipio sono stati rotti dai manifestanti. Insomma monta il malcontento cui hanno preso parte anche alcuni personaggi importanti dello spettacolo. Ad esempio il Re dell’Hip-Hop Russell Simmons  e l’attrice di “Vampire Diaries” Kat Graham che ha invitato a boicottare il Black Friday con il tag #boycottBlackfriday. Il nodo però è un altro: in base a quale autorità morale gli Stati Uniti reprimono duramente il dissenso interno, come era successo anche con la stagione di Occupy Wall Street, e poi accusano altri paesi non allineati alla propria politica estera di violare i diritti umani ?

 

blaky

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