Stati Uniti. Casa Bianca nella bufera, Snowden è il nuovo Manning?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Stati Uniti. Casa Bianca nella bufera, Snowden è il nuovo Manning?

Stati Uniti. Casa Bianca nella bufera, Snowden è il nuovo Manning?

Trovata la talpa del Guardian, si tratta di Edward Snowden, ex tecnico informatico della Cia che ha voluto diffondere la notizia che oltre cento milioni di americani sarebbero stati spiati in nome della sicurezza nazionale. 

Ecco l’uomo che ha osato sfidare la Casa Bianca e Barack Obama, il “paladino” della privacy, Edward Snowden, 29enne ex tecnico informatico della Cia che negli ultimi quattro anni ha lavorato presso società private al servizio della National Security Agency, la Nsa. Snowden ha molto in comune con Bradley Manning, colui che ha diffuso migliaia di dati segreti sulle missioni americane all’estero tramite Wikileaks e che ora rischia l’ergastolo. Snowden si è rifugiato ad Hong Kong, annunciando di aver voluto rischiare tutto in nome della difesa della privacy. Snowden del resto ha messo nei guai la Casa Bianca dal momento che ora il fatto che oltre cento milioni di americani sono stati spiati e controllati dai servizi Usa è di dominio pubblico. Snowden ha voluto che il Guardian rendesse nota la identità dietro una delle più significative fughe di notizie dei servizi segreti interni degli Stati Uniti. Nei giorni scorsi infatti proprio il Guardian ha fatto uscire una serie di notizie sui programmi segreti messi a punto dal governo statunitense per controllare con l’avvallo delle grandi società della Silicon Valley tutto il potenziale comunicativo che fa riferimento a quelle stesse società. Snowden però non era d’accordo e aveva deciso di fare qualcosa dopo che si trovava a Ginevra sotto copertura diplomatica e aveva assistito alle tecniche di reclutamento di un banchiere svizzero perché rivelasse dati bancari segreti. Avrebbe voluto spifferare tutto già prima, ma la vittoria alla Casa Bianca di Barack Obama lo aveva illuso che potesse esserci un cambiamento di rotta politica che invece non c’è stato. Nella ricostruzione fatta ieri al Guardian, sarebbe stata però proprio la delusione derivante dal rafforzamento di questi controlli informatici con l’amministrazione Obama, a convincere Snowden ad andare fino in fondo. Da qui la decisione di mollare tutto e rifugiarsi a Hong Kong, in Cina, un luogo dove stare al sicuro dalla vendetta statunitense. Nelle ultime settimane, da Hong Kong Snowden ha osservato gli effetti dei documenti da lui resi noti e ieri ha ribadito di aver scelto uno per uno i documenti pubblicati con lo scopo di evitare “danni collaterali” a terzi. Per lui invece si apre una vita diversa e sarà poco probabile che gli si aprano le porte dell’Islanda, dove secondo il Guardian potrebbe chiedere asilo.

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