Stati Uniti d'Europa? No grazieTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Stati Uniti d’Europa? No grazie

Oggi il premier Enrico Letta ha parlato ancora una volta dell’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa. Noi non siamo anti-europeisti, ma dietro questa realizzazione, purtroppo, non ci vediamo nulla di buono. 

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Si fa un gran parlare di Stati Uniti d’Europa, pensando che sia questo l’inevitabile futuro del nostro continente. Nessuno più sembra opporsi a questa visione, anche perchè tutti coloro che non sono d’accordo tendenzialmente finiscono per diventare massimalisti rifiutando in toto l’Ue e parlando di ritorno alle monete nazionali. Ora, negli ultimi quattro anni in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, milioni e milioni di giovani hanno visto spegnersi ogni speranza nel presente e nel futuro, colpiti da una disoccupazione che i nostri governanti pensano di poter sconfiggere con decreti senza comprendere che invece è diventata strutturale, oppure comprendendolo sin troppo bene. Enrico Letta, rampante premier costretto a governare con il Pdl, ha parlato oggi entusiasticamente della parentesi del G8 in Irlanda del Nord, rassicurandoci citando, udite udite, l’accordo di “libero scambio” con gli Stati Uniti che entrerà in vigore nei prossimi mesi. Secondo Letta questo trattato potrebbe consentire all’Ue di vedere i Pil dei paesi membri crescere vertiginosamente anche del 5%. Numeri a caso, gli stessi numeri che venivano evocati anni fa per spiegare agli italiani e agli europei che l’entrata nell’Unione Europea sarebbe stata una conditio sine qua non per il benessere. In Svezia, guardacaso, solo un cittadino su dieci è a favore dell’ingresso di Stoccolma nell’Eurozona, eppure non ci sembra che in Svezia si viva tanto peggio rispetto ad Atene, Madrid, Roma e Parigi. Insomma, anche chi, come noi, ha una visione di sinistra, alternativa a questo sistema economico e sociale, è costretto a scegliere tra Ue sì e Ue no, non esistono vie mediane, ovvero tentare di riformare l’Unione Europea rimettendo la sovranità dei rispettivi popoli al centro, e togliendo invece potere decisionale agli organi come la Troika che dovrebbero venire controllati dalla politica e non viceversa. Per farlo però occorrerebbe un fronte politico ampio e variegato e soprattutto coeso, cosa al momento impossibile dal momento che tutte le parti che partecipano alla corsa al potere hanno tutti ugualmente abbracciato la visione degli Stati Uniti d’Europa. Anzi, il Pd sembra persino ancora più convinto di questo scenario. Così se l’Unione Europea deve diventare un soggetto internazionale paragonabile agli Stati Uniti, gli Stati Uniti d’Europa appunto, dove le decisioni vengono prese da organi centrali che sfuggono dal controllo dei popoli e che soprattutto massificano i popoli imponendo loro valori comuni che non vengono nemmeno proposti ma imposti, noi siamo e saremo sempre contrari.

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