Stati Uniti e Israele fuori dall'UnescoTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Stati Uniti e Israele fuori dall’Unesco

Stati Uniti e Israele fuori dall’Unesco

Clamorosa decisione dell’Unesco che ha deciso di togliere il diritto di voto a Usa e Israele dopo che i due paesi non hanno pagato le quote di finanziamento a seguito dell’ammissione della Palestina come stato membro Unesco nell’ottobre 2011.

Spesso il peso che viene attribuito a una determinata notizia piuttosto che a un’altra è del tutto arbitrario. Ne sanno qualcosa i palestinesi, con la Palestina che nell’ottobre 2011 ottenne un successo straordinario facendosi ammettere come stato membro dell’Unesco. Tale notizia ovviamente ha fatto andare su tutte le furie Washington e Tel Aviv, che per rappresaglia hanno deciso di non pagare più le quote all’Unesco. Inevitabile quindi che l’Unesco abbi deciso di togliere il diritto di voto a Usa e Israele anche se l’annuncio ufficiale verrà dato nella sessione plenaria dell’Onu delle prossime ore. Proprio l’Onu aveva concesso a Israele e Stati Uniti il limite ultimo dell’8 novembre per giustificare il mancato pagamento di adesione degli ultimi due anni e presentare un piano di rientro del debito. Fino a oggi la Casa Bianca versava ogni anno 240 milioni di dollari all’Unesco, ovvero il 22% dell’interno budget. Dopo che l’Unesco ha ammesso la Palestina però, gli Usa hanno subito sospeso i versamenti, danneggiando in modo netto i programmi dell’agenzia, che per sopravvivere ha dovuto effettuare tagli su programmi e personali. E gli Stati Uniti hanno pensato bene di rispondere a tono affidandosi alle parole della portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki: Gli Stati Uniti  intendono continuare il loro impegno all’Unesco in ogni modo possibile, partecipando alle riunioni e ai dibattiti“. Inoltre Obama avrebbe chiesto al Congresso l’autorizzazione a scongelare i pagamenti dell’agenzia Onu, anche se potrebbe non riuscirci dal momento che negli anni Novanta furono votate due leggi che vietano il finanziamento di qualsiasi organizzazione Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Del resto non è nemmeno la prima volta che Stati Uniti e Unesco arrivano ai ferri corti. Nel 1984 infatti, Ronald Reagan aveva ritirato la delegazione Usa per protestare contro le politiche dell’agenzia che aveva avviato programmi di comunicazione e istruzione destinati ai Paesi in via di sviluppo, adducendo come pretesto il perdurare della Guerra Fredda. Gli Stati Uniti allora accusarono l’agenzia di anti-americanismo e di non aver abbracciato i valori del mondo occidentale. E rientrarono solo nel 2003. A dir poco agghiacciante invece la risposta data all’Unesco da parte di Israele: Lo sapevamo ed eravamo pronti  è conseguenza della nostra scelta di due anni fa“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Ygal Palmor . Del resto Israele non ha mai considerato l’Unesco non permettendo mai all’agenzia di avere voce in capitolo sui programmi di istruzione e supervisione dei siti in Israele. Nel maggio 2012 proprio le autorità israeliane vietarono l’ingresso nel Paese alla delegazione Unesco che doveva controllare lo stato dei monumenti di Gerusalemme. Il motivo? Semplice, Israele non voleva che si parlasse della “giudaizzazione” della città, dove i palestinesi lamentano la distruzione sistematica dei loro luoghi storici.

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