Stati Uniti e mine anti-uomo, amore che non muoreTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Stati Uniti e mine anti-uomo, amore che non muore

Ben 160 Paesi di tutto il mondo hanno firmato la convenzione internazionale contro le micidiali mine anti-uomo. Non gli Stati Uniti.

I fatti hanno la testa dura, durissima. Gli Stati Uniti giudicano il mondo distribuendo patenti di “stati canaglia” e “stati amici”, giudicando i paesi che meritano di essere considerati “democratici” e quelli che invece sarebbero turpi dittature. Peccato che nessuno “giudichi il giudice”, e dire che ce ne sarebbe da scrivere…L’ultima notizia è quella che riguarda la convenzione internazionale contro le mine anti-uomo,  una convenzione cui hanno aderito ben 160 Paesi in tutto il mondo, ma non gli Stati Uniti. E dire che le mine anti-uomo falciano ogni anno migliaia di civili, tra cui anche bambini. Alla convenzione, che dovrebbe raggiungere il suo obiettivo nel 2025, mancano per ora le firme di Cina, Russia, India, Pakistan e, appunto, Stati Uniti. E dire che nel 2009 Washington aveva detto di voler rivedere la sua posizione sulle mine anti-uomo, peccato che poi la firma della convenzione non sia mai arrivata. Secondo il gruppo di monitoraggio Landmine Monitor il numero di persone uccise dalle mine anti-uomo è diminuito a meno di 4.000 nel 2012, il dato più basso da quando è iniziata l’osservazione. “Il commercio di queste mine si è ridotto quasi a zero date le gravi accuse contro di esse”, ha dichiarato Nicole Hogg, della Croce rossa internazionale. Dal 1999 a oggi il numero degli stati che ha accettato di firmare la convenzione è salito da 45 a 161, e la speranza è che ben presto anche Russia, Cina, India, Pakistan e Stati Uniti firmino.

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