Stati Uniti. Esplode la "guerra civile fredda"Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Stati Uniti. Esplode la “guerra civile fredda”

Gli Stati Uniti sospendono il fiato di fronte alla possibilità del default, e all’interno del Paese si consuma una frattura sempre più profonda tra le “due americhe”.

Photo Credit  (AFP Photo/ / Jewel Samad )

Quanto sta accadendo negli Stati Uniti in questi giorni è la prova provata che la mancanza di dialogo e di punti di contatto tra parti contrapposte può portare alla paralisi totale dello Stato, una paralisi che nel caso americano potrebbe avere conseguenze deflagranti per tutto il pianeta. Con il  blocco sulla spesa pubblica la destra repubblicana ha mostrato ancora una volta una totale irresponsabilità, e dal conto suo il presidente Obama sa che gli appelli al raziocinio e al bene pubblico potrebbero anche rimanere inascoltati. Repubblicani e democratici sono sempre di più due parti che non si parlano, e ormai ogni tentativo di mediazione tra le due parti viene sempre più individuata alla stregua di un becero tradimento. Insomma sono finiti i tempi dell’interesse nazionale, quelli di quando Washington si vantava di fronte all’Europa di non essere “partigiana” come in Europa ma di saper superare gli interessi particolari. Esisteva in sostanza una sorta di cultura comune, forse rinsaldata dal rifiuto del socialismo che allora esisteva eccome come alternativa al capitalismo americano. Oggi che alternative di sistema non esistono più, ecco che repubblicani e democratici hanno perso la consapevolezza del “national interest”, arrivando a scannarsi sulla pelle degli americani. Era anche semplice capire chi votava chi, ad esempio negli anni Sessanta erano gli operai e gli intellettuali a votare democratici, mentre broker di Borsa e agricoltori votavano in massa per i repubblicani. Negli ultimi anni però si è perso ogni senso di comunità, si è perso il senso del convincimento dell’avversario, arrivando allo scontro becero, uno scontro nel quale però potrebbero perdere tutti alla fine se non si troverà un accordo sulla spesa.

Anche per questo, spaventato, il presidente Obama ha definito le conseguenze del default per gli Stati Uniti come simili a quelle di una bomba atomica. Per questo Obama si è detto persino disponibile a discutere con i repubblicani”, ma non a subire ricatti. Dico no allo shutdown e alla minaccia di creare un caos economico“, ha dichiarato Barack Obama nel corso di una conferenza stampa. Insomma, Obama vorrebbe scongiurare la paralisi del governo federale giunta all’ottavo giorno per colpa della mancata approvazione della legge sul bilancio per l’anno fiscale 2014, iniziato il primo ottobre scorso. L’intervento di Obama è arrivato dopo la chiamata al presidente della Camera Usa, il repubblicano John Boehner, cui ha detto che non tratterà sullo shutdown né sull’innalzamento del tetto del debito. La Casa bianca ha fatto sapere inoltre che il presidente è disponibile a negoziare su argomenti come la riforma sanitaria, ma solo dopo che le minacce di shutdown totale e default saranno rimosse. Lo shutdown sta rovinando la nostra immagine nel mondo; è come dire che noi, l’America, non paghiamo i nostri debiti. E’ irresponsabile. Facciamola finita subito: ci sono abbastanza repubblicani e democratici alla Camera per approvare un provvedimento che riapra l’attività del governo“. “Come ha detto Warren Buffett, il default sarebbe una bomba nucleare, un’arma troppo orribile per solo pensare di usarla“, ha aggiunto Obama  citando il noto miliardario e tradendo una certa preoccupazione.  Insomma un default provocherebbe un collasso tremendo dell’economia che ricadrebbe sulle spalle di famiglie e imprese con effetti imprevedibili. 

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