Stati Uniti. #FightFor15. I lavoratori dei fast food scendono in piazza per stipendi più altiTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Stati Uniti. #FightFor15. I lavoratori dei fast food scendono in piazza per stipendi più alti

Centinaia di lavoratori dei fast food americani di McDonald’s, Burger King, Wendy’s e KFC stanno organizzando una grande protesta per giovedì nel tentativo di puntare i riflettori sulla richiesta di uno stipendio minimo di 15 dollari all’ora. Il 4 settembre quindi oltre 100 città in tutti gli Stati Uniti parteciperanno allo sciopero.

I lavoratori dei fast food hanno deciso di dire basta e hanno indetto per la giornata del 4 settembre una mobilitazione che culminerà con uno sciopero e con atti di disobbedienza civile. Sono i lavoratori di McDonald’s, Burger King, Wendy’s e KFC, i moderni operai del capitalismo del XXI secolo, che da anni protestano per avere dei contratti di lavoro dignitosi e questa volta hanno deciso di aderire allo sciopero indetto dal comitato “Fight For 15″, una unione di lavoratori dei fast food che lottano per uno stipendio minimo di 15 dollari all’ora. L’Hashtag #Fightfor15 sta già ricevendo ampi consensi sui social network, in particolare su Twitter e gli organizzatori hanno fatto sapere di aver ricevuto adesioni allo sciopero in oltre 100 città degli Stati Uniti. Questa volta i lavoratori compiranno degli atti pacifici di disobbedienza civile per attirare attenzione sul loro problema, con l’obiettivo di ottenere le loro richieste e il riconoscimento della nascita di una organizzazione sindacale. La campagna è quindi volta a sensibilizzare l’attenzione mondiale sul tema dei problemi dei lavoratori dei fast food, per far capire anche ai consumatori quanto sia precario e pieno di difficoltà questo lavoro. Attualmente i lavoratori dei fast food percepiscono 10.10 dollari all’ora, una cifra del tutto insufficiente a vivere una vita normale visto il costo della vita. Lo sciopero di giovedì sarà l’ultimo di una lunga serie di iniziative allestite dai lavoratori dei fast food negli ultimi mesi. Già a giugno circa 1300 lavoratori si erano ritrovati in quel di Chicago per coordinarsi al fine di portare avanti la lotta. Decine e decine di loro nel corso delle manifestazioni erano poi stati arrestati dalle autorità, scatenando ancora più proteste. Il 15 maggio era stato dichiarato un giorno di solidarietà per i lavoratori dei fast food di oltre 150 città americane e in 33 paesi in tutto il mondo che hanno aderito la lotta per i 15 dollari all’ora. In realtà la mobilitazione tra i lavoratori di fast-food e altre catene sta procedendo a ritmi ottimi mettendo insieme migliaia di lavoratori che vogliono farsi riconoscere come lavoratori a tutti gli effetti. L’ennesimo grido d’allarme dei lavoratori di un Paese, gli Stati Uniti, che non sono proprio quel paradiso del lavoro e dei diritti che si vorrebbe far credere.

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